Autoplay

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L’irlandese padre Martin McVeigh qualche giorno fa doveva fare una presentazione  powerpoint ai suoi parrocchiani, ha inserito la penna USB nel computer e l’autoplay ha mostrato invece un video hardcore gay.

E voi che cosa ridete?? Poteva capitare a chiunque….(beh insommma, quasi).

Estensione n.134/bis delle Leggi di Mosè: evitare di maneggiare materiale controverso, se non si padroneggia perfettamente la tecnologia informatica. In tal caso è più prudente disporre di due pc o almeno di due penne USB, una rigorosamente per uso personale e l’altra per gli incontri in parrocchia.

 Articolo qui, con relativo tutorial sulla funzione AUTOPLAY  per tutti i preti che ne avessero bisogno.

Intanto ho controllato la CRONOLOGIA you-tube del Vikingo: 172 filmati sugli alieni. Mi dica dottore, mio marito è normale??

Bucce di Bananas – rubrica di una bruttezza inaudita!

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Si legge nel sito ufficiale:

“ELISABETTA FRANCHI si ispira ad una donna dall’attitudine aristocratica e chic, creativa nelle idee e libera nel lifestyle. Una donna forte e anticonformista che accompagna la sua vita fatta di arte e musica alla vita patinata di red carpet e front row. Quattro stili diversi per quattro donne dalla diversa idea di femminilità…..” 

La collezione di abiti pensata per questa donzella urbana super-chic comprende anche questa splendida  T-shirt, costo 60 euro, al momento addirittura SOLD OUT nella boutique online ufficiale. Lo stile da vita patinata nel red carpet sta tutto negli asterischi che coprono il vaffanculo. Ma come, non ci eravate arrivati, brutti plebei??

 

 

Gossip

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La mia dentista, una professionista carina e in gamba che ha la mia età, ha appena lasciato il fidanzato. Lui vive da solo ma non lava mai i piatti, li accumula perennemente nel lavello e poi la mamma passa ogni 3-4 giorni a lavare tutto. La loro storia è naufragata su questa cosa qua, e mi ha detto che l’ha mollato.

Io le ho detto che ha fatto bene.

Alla prossima visita di controllo, spero stia già con un altro.

Shopping

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Amo moltissimo i pipistrelli, al punto che ho chiamato il mio gatto nero Pipistrellino. Questo rifugio lo installerei volentieri, nella stagione calda ci sono parecchi pipistrelli che svolazzano vicino casa e mi fa sempre piacere vederli. Il problema è che il pipistrello si sceglie da solo e con molta attenzione la sua dimora estiva (d’inverno dorme rigorosamente in caverne e anfratti) e si può attendere molto a lungo prima che decida di trasferirsi su una cassettina artificale. Più probabile che nel frattempo il postino cerchi di infilarci la corrispondenza…!

Se poi si installa il rifugio in zone prossime alla campagna, ho letto che non è raro ritrovarselo occupato da ghiri o scoiattoli. Maledetti squatters.

Magari anche un tavolo?

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Come si legge nel sito ufficiale, l’Università di Stavanger (Norvegia) possiede un’ottima biblioteca con 250.000 libri  e 20.mila e-books. Guardando però la povera foto che hanno scelto per rappresentarla, c’è da sperare  che dispongano anche di sedie decenti con schienale e magari anche un tavolo.  Il tizio pare seduto su un portaombrelli.

 

 

Governo tecnico?

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Il governo Monti sembra ormai chiaramente operare  in deroga alle normali procedure democratiche.

Decide quello che vuole in tempi rapidissimi su una considerevole quantità di temi importanti, richiedendo la fiducia ogni volta che il parlamento ha qualcosa da obiettare.  Resta in carica diciamo un annetto, fa il lavoro sporco che un altro politico non avrebbe il coraggio di fare presentandosi   di fronte agli elettori, e poi se ne va, scompare, senza che le responsabilità politiche di ciò che ha fatto possano toccarlo,  lasciando a chi arriverà dopo di lui l’incarico di gestire un paese in cui gli indirizzi  sui temi fondamentali ormai sono già decisi.

Ma questo è un governo tecnico o piuttosto una evidente e drammatica sospensione della nostra democrazia?

Goodbye Mc Donald’s

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Lo scorso dicembre, Mc Donald’s è andata in bancarotta e ha chiuso tutti i suoi punti vendita in Bolivia. Questo paese è ora diventato il primo Mc Donald’s free dell’America Latina.

Come si legge in questo articolo, cuochi, sociologi e nutrizionisti boliviani hanno spiegato così il fenomeno: i loro cittadini non amano il concetto di fast food che dunque è stato rigettato dalla mentalità locale.

In particolare, l’articolo riporta il commento di un blog: ” Il fast-food  rappresenta l’esatto opposto di ciò che costituisce cibo secondo un boliviano. Perché diventi un buon pasto, il cibo deve essere preparato con amore, cura, attenzione per gli standard igienici e cucinato per un certo periodo di tempo”.

Questa rivincita dello slow food è un bell’esempio di come le comunità possano ancora difendere la propria identità e cultura, anche di fronte alle grandi catene commerciali che sembrano fagocitarci senza sosta proponendoci modelli di consumo estranei a ciò che siamo davvero.

E’ anche la dimostrazione di come, di fronte ai giganti commerciali,  il piccolo possa ancora molto, anzi tutto, se localmente riesce a essere compatto e fermo nei propri valori.

In difesa del libero scambio

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Il “libero scambio” previsto dai trattati europei copre anche le pratiche scambiste tra coniugi? Ecchilosà, miei cari Cittadini. La giurisprudenza non è unanime al riguardo.

Ad ogni modo, dalle mie parti  c’è questo paesino di 8mila abitanti, nella provincia  di Cagliari, che si chiama Uta. In questi giorni il parroco del paese sta facendo un putiferio perché  stanno per aprire  uno swingers club, cioè un locale per coppie scambiste e lui è contrario.

Dice che nel suo paese è tutta gente onesta, “contadini che lavorano la terra senza grilli per la testa” e il paese non ha bisogno di queste cose. Dice inoltre che un locale del genere promuove nelle nuove generazioni ” modelli errati di sessualità” e dunque ha giurato che si opporrà con tutte le sue forze all’apertura di siffatto luogo di perdizione nel suo territorio, così ha detto..

Voi capite Cittadini belli che come Capo di Stato  di un’isola che promuove valori universali di libertà e rispetto, io non posso non intervenire sulla faccenda, perbacco! Mi ci butto subito.

Premesso che i preti non mi stanno né simpatici né antipatici, io rispetto tutti con l’ equidistanza imposta dal mio ruolo di Presidente, però mi piace cogliere le contraddizioni delle cose quando le becco:  ecco premesso questo, io vorrei suggerire al nostro simpatico parroco di Uta di non prendersela troppo.

Suvvia!

Ormai bisogna arrendersi al fatto che la gente fa l’amore come vuole, dove vuole e con chi vuole, perché questo è il corso naturale delle cose.  Fatta salva la maggiore età e l’essere consapevoli e consenzienti, non esistono infatti “modelli di comportamento sessuale corretto”.

Tuttavia lo spirito da crociata del prete mi piace, mi piacciono gli spiriti forti che si battono per qualcosa in cui credono, quindi non lo condanno del tutto: suggerisco soltanto di reindirizzare tali energie verso nuovi settori,  più interessanti della solita sessualità.

Il parroco  ad esempio  potrebbe  opporsi con tutte le sue forze all’apertura di nuove filiali bancarie nel suo territorio, o di nuove agenzie di consolidamento debito e cessioni del  quinto: fondando le nostre società sul debito e sull’interesse infatti, si trasmettono alle nuove generazioni “modelli di gestione della finanza scorretti”. A differenza della sessualità dove tutto è opinabile, nella finanza esiste eccome la correttezza e la scorrettezza, l’onestà e la truffa, la buona pratica e l’usura, lo scambio di valore autentico e il denaro creato dal nulla che provoca bolle speculative. Perché non opporci con tutte le nostre forze anche a queste cattive pratiche?

In alternativa, il parroco potrebbe  opporsi con tutte le sue forze all’apertura di nuovi supermercati nel suo territorio: in questi luoghi di perdizione solo apparentemente innocui, un buon 80% di ciò che viene chiamato “cibo” non è adatto al consumo umano, poiché è pieno di pesticidi, adulcoranti, conservanti e dio sa cos’altro. A differenza della sessualità, dove tutto è opinabile, in campo alimentare esiste eccome “il modello nutrizionale corretto e quello scorretto”, e tuttavia ciò che vediamo negli scaffali dei supermercati continua a essere chiamato “a norma di legge”, anche se ci uccide più o meno lentamente.

Come vedete ci sono moltissime crociate che meriterebbero la nostra riflessione e i nostri sforzi. Quella contro 4 adulti che si accoppiano la metterei in fondo alla lista, ce ne sono di enormemente più interessanti. Spiare dal buco della serratura delle camere da letto non è bello né sano, e di fronte alle grandi sfide che stanno attraversando la società civile, continuare a concentrarsi sul sesso dei propri parrocchiani mi sembra un’ossessione continua!

Insomma caro parroco di Uta: ma pensi ad altro e non sempre e solo  al sesso! Noi laici lo facciamo, la nostra vita è fatta di tante cose e di tante battaglie importanti per migliorare il mondo: possibile che la Chiesa dimostri nella pratica soltanto questa eterna ossessione per la sessualità?

E voi Cittadini ditemi un po’: nel vostro territorio,  per quali “nuove aperture” vi battereste con tutte le vostre forze?

Io non ne posso più di agenzie di scommesse e di vendita di oro usato. Nel mio quartiere a Cagliari ormai stanno sparendo tutti i negozi, sostituiti da questi pseudoservizi. Davvero non riusciamo più a SCAMBIARE valore autentico nelle nostre economie?

 

Ma a cosa serve davvero l’Unione Europea?

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Aristotele iniziò le prime righe della Politica affermando che qualsiasi comunità di uomini – diciamo  città, regione o stato – deve per prima cosa stabilire il fine ultimo della sua esistenza  e poi organizzarsi in modo che tutte le energie della comunità tendendano a quel fine.

Quando mi chiedo quale sia esattamente il fine ultimo dell’Unione Europea, le risposte che mi dò sono tutt’altro che confortanti:

non si vede altro che una macchina  infernale che drena implacabilmente risorse finanziarie dagli stati nazionali verso le banche centrali offrendo il fianco a speculatori d’ogni genere; che limita progressivamente i diritti dei cittadini fino a rasentare l’instaurazione di uno stato di polizia e di videosorvegliati; che impedisce ai popoli di esercitare reale capacità decisionale a livello locale, privandoli di sovranità effettiva su temi fondamentali.

Se questi sono i fini, dovremmo interrogarci allora su CHI li abbia stabiliti e QUANDO, e su come ci si possa liberare di una classe dirigente (non politica, ma bancaria) che intende spezzare  le gambe a una società civile di 500 milioni di individui.

Se poi invece il benessere, la sicurezza e la pace tra le nazioni fosse davvero il fine ultimo di questo grande circo chiamato UE –  come sancito dalla polverosa retorica dei Trattati  - allora guardando le immagini di Atene di questi giorni siamo costretti ad ammettere che la politica europea ha fallitto clamorosamente il suo compito, e di nuovo liberarci di coloro che gestiscono i destini dei popoli  sopra le nostre teste.

Comunque la si veda, mi pare che la politica europea  stia ormai perdendo progressivamente CONSENSO POPOLARE,  problema a cui purtroppo si risponderà  con operazioni  di polizia sempre più  repressive.

Se  non ci verranno spiegati chiaramente I FINI ULTIMI DI TUTTO QUESTO;  se non verremo coinvolti direttamente dal basso nella cooperazione verso tali fini, prestando con chiarezza il nostro consenso; oppure se questi fini  continueranno a rivelarsi quelli terribili che vediamo al momento, tecnicamente si aprirà di fronte a noi un problema ancora più grave: quello della  MANCANZA DI LEGITTIMITA‘ a governare dell’attuale classe politica sovranazionale.

Il primo passo per uscire da tutto questo è toglierci le fette di bresaola dagli occhietti e fare lucidamente i conti con ciò che siamo progressivamente diventati: cittadini del Nuovo Ordine Globale senza rappresentanti nelle sede istituzionali, dove un Monti o un Sarkozy qualsiasi, emanazioni in giacca e cravatta  di un’occulta casta di banchieri, continueranno a imporci dall’alto obiettivi contrari ai nostri interessi.

Se questa è l’UE, io ne rinnego nel modo più assoluto la sua legittimità a esistere e posso solo sperare che le forze autenticamente democratiche – certamente presenti come fermento naturale nelle nostre società –  denuncino  questa deriva tirannica e  operino dove possibile per porvi rimedio. O forse è troppo tardi?