Ma a cosa serve davvero l’Unione Europea?

Aristotele iniziò le prime righe della Politica affermando che qualsiasi comunità di uomini – diciamo  città, regione o stato – deve per prima cosa stabilire il fine ultimo della sua esistenza  e poi organizzarsi in modo che tutte le energie della comunità tendendano a quel fine.

Quando mi chiedo quale sia esattamente il fine ultimo dell’Unione Europea, le risposte che mi dò sono tutt’altro che confortanti:

non si vede altro che una macchina  infernale che drena implacabilmente risorse finanziarie dagli stati nazionali verso le banche centrali offrendo il fianco a speculatori d’ogni genere; che limita progressivamente i diritti dei cittadini fino a rasentare l’instaurazione di uno stato di polizia e di videosorvegliati; che impedisce ai popoli di esercitare reale capacità decisionale a livello locale, privandoli di sovranità effettiva su temi fondamentali.

Se questi sono i fini, dovremmo interrogarci allora su CHI li abbia stabiliti e QUANDO, e su come ci si possa liberare di una classe dirigente (non politica, ma bancaria) che intende spezzare  le gambe a una società civile di 500 milioni di individui.

Se poi invece il benessere, la sicurezza e la pace tra le nazioni fosse davvero il fine ultimo di questo grande circo chiamato UE –  come sancito dalla polverosa retorica dei Trattati  - allora guardando le immagini di Atene di questi giorni siamo costretti ad ammettere che la politica europea ha fallitto clamorosamente il suo compito, e di nuovo liberarci di coloro che gestiscono i destini dei popoli  sopra le nostre teste.

Comunque la si veda, mi pare che la politica europea  stia ormai perdendo progressivamente CONSENSO POPOLARE,  problema a cui purtroppo si risponderà  con operazioni  di polizia sempre più  repressive.

Se  non ci verranno spiegati chiaramente I FINI ULTIMI DI TUTTO QUESTO;  se non verremo coinvolti direttamente dal basso nella cooperazione verso tali fini, prestando con chiarezza il nostro consenso; oppure se questi fini  continueranno a rivelarsi quelli terribili che vediamo al momento, tecnicamente si aprirà di fronte a noi un problema ancora più grave: quello della  MANCANZA DI LEGITTIMITA‘ a governare dell’attuale classe politica sovranazionale.

Il primo passo per uscire da tutto questo è toglierci le fette di bresaola dagli occhietti e fare lucidamente i conti con ciò che siamo progressivamente diventati: cittadini del Nuovo Ordine Globale senza rappresentanti nelle sede istituzionali, dove un Monti o un Sarkozy qualsiasi, emanazioni in giacca e cravatta  di un’occulta casta di banchieri, continueranno a imporci dall’alto obiettivi contrari ai nostri interessi.

Se questa è l’UE, io ne rinnego nel modo più assoluto la sua legittimità a esistere e posso solo sperare che le forze autenticamente democratiche – certamente presenti come fermento naturale nelle nostre società –  denuncino  questa deriva tirannica e  operino dove possibile per porvi rimedio. O forse è troppo tardi?

3 risposte a “Ma a cosa serve davvero l’Unione Europea?

  1. L’Unione Europea per avere senso avrebbe dovuto essere qualcosa di simile agli Stati Uniti, con un governo centrale ed una banca centrale. Invece è un’accozzaglia di Stati che sono autonomi per qualcosa e per qualcos’altro dovrebbero sottostare a dei trattati che però possono venir aggirati magari pagando una multa (pagandola a chi?) o che possono venir riscritti quando fa più comodo (ma senza magari venir sottoscritti da tutti)… Con una Banca Centrale che però non può emettere moneta e quindi soggetta a qualsiasi attacco speculativo da USA, Russia, Cina, Giappone, ecc… Insomma: una vera merda :-(

  2. Quoto le tue perplessità e l’analisidi Giulio. Penso che dopo i fantasmi di Ghotsbuster sia l’ectoplasma più famoso presente sulla terra!

Non vediamo l'ora di sapere la tua opinione al riguardo.....

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