In Italia c’è ancora chi è convinto che la Norvegia sia un paese altamente civilizzato e migliore del nostro sotto tutti i punti di vista. Evidentemente non legge la stampa locale e le sciocchezze che dicono i loro politici!
Che l’allattamento al seno per i neonati sia meglio del latte in polvere, lo sanno anche i sassi.
Arrivano a capirlo anche i più ottusi medici di qualsiasi sgangherato sistema sanitario a questo mondo.
” Tra la zinna e il latte in polvere non c’è confronto!” direbbe infatti un neonato se solo potesse diventare portavoce di un ipotetico Comitato Nazionale per i Diritti dei Lattanti.
Col latte materno infatti si trasmettono principi nutrizionali NON SOSTITUIBILI con il cibo artificiale, ma soprattutto vengono trasmessi l’energia e l’amore materno. Tra neonato e madre si crea un legame unico, fondamentale per la crescita equilibrata del bambino e del futuro adulto, anche sul piano emotivo.
In controtendenza, il giovanissimo Ministro per i Bambini Audun Lysbakken, 34 anni, socialista, ha appena scritto un libro per mettere in guardia (sic!) le autorità norvegesi su questo punto.Come ha confermato pochi giorni fa in un’ intervista sul popolare giornale Dagbladet, il ministro è convinto che ” le donne norvegesi debbano poter mettere la carriera come priorità rispetto all’allattamento. L’allattamento naturale sarà anche importante, ma in paese come la Norvegia, che dispone di ottime condizioni igieniche e di acqua pulita, bisogna considerare altre priorità, come quello che la donna torni rapidamente al lavoro e che la famiglia non subisca troppi stress”.
Inoltre “l’allattamento al seno è discutibile, perché sottrae tempo al ruolo di padre”.
In Norvegia non c’è cosa che il governo non farebbe, pur di sostenere il suo esasperato, mortificante modello di pseudo-emancipazione femminile, in cui la donna:
- partorisce, ma rinnega immediatamente il cucciolo e non lo allatta perché ciò sottrae tempo alla carriera;
- si accoppia (nel fine settimana, ubriaca) ma non fa l’amore, perché mantenendo cuore e vagina opportunamente disconnesse, spera in un simbolico trionfo sul maschio;
- si sposa, ma divorzia entro 5 anni: ”ormai ho fatto l’esperienza del matrimonio e ho bisogno di altro, è ora di divorziare, come del resto hanno già fatto tutte le amiche”;
- è indipendente, anche grazie alla casa e all’assegno di mantenimento che un diritto di famiglia blindatissimo non le farà mai mancare;
- mette su famiglia, ma non si prende responsabilità domestiche che la distraggano dalla scalata professionale;
- cucina, ma limitandosi a servire in tavola surgelati passati per 3 minuti al microonde.
Eccovi servita la donna scandinava LIBERA E REALIZZATA.
Una stronza infelice completamente disconnessa dalla propria anima. E ora anche dalla prole.
Il ministro Lysbakken dice di essere arrivato alle sue conclusioni dopo l’esperienza della nascita della sua prima figlia (!). Se è tutto qui ciò che ha imparato dalla paternità, auspico che a prendere le redini di una nazione siano ministri più maturi che conoscano la vita un po’ più in profondità: noi ci lamentiamo perché i politici italiani sono tutti piuttosto vecchi; d’accordo, ma anche lasciare le sorti nazionali in mano ad autentici ragazzini – la cui cultura generale è messa insieme tra disciplina di partito, playstation, google e wikipedia – non è un buon affare ed eccone una dimostrazione.
Mi sembra ridicolo trasformare in una guerra di genere la questione dell’allattamento, sostenendo che esso avverrebbe addirittura a discapito del ruolo di padre.
Che cosa c’entri poi il livello di igiene e la potabilizzazione dell’acqua con l’allattamento al seno, ce lo deve ancora spiegare. Magari nel prossimo libro? Aspettiamo con trepidazione.
Intanto non vi dimenticate di questo signore cari Naufraghi, ricordatevi di lui perché sta scalando le vette del partito e mira a diventarne il leader.
Forse un giorno guiderà una splendida nazione super-efficiente, che reputa una perdita di tempo anche allattare i suoi figli e che li sottrarrà appena possibile alle cure materne per chiuderli dentro l’asettico, orwelliano kindergarten di Stato.
A lavorare, stupide puerpere! Lo Stato non aspetta.
E il 17 maggio tutti in piazza, cittadini di Norvegia, tutti in piazza con le bandiere alte, che se non è nazionalsocialismo, il nostro è pur sempre socialismo nazionale!
Della serie “L’erba del vicino è sempre più verde”. In questo caso non proprio vicino lassù al Nord. E questa erba non è più tanto verde. Ecco stai sfatando dei preconcetti (positivi) che abbiamo su quei popoli.
forse in Norvegia fa così freddo che neanche ce l’anno l’erba..figuriamoci se è più verde…
Da anni, viaggiando per l’Europa ho imparato a vedere quante cose che non vanno anche all’estero. Ma molti italiani, da esterofili come sono, pensano sempre di vivere nel peggior paese possibile.
Il fatto è che bisognerebbe cercare di copiare quello che all’estero funziona meglio che da noi, ma pure riconoscere cosa da noi funziona meglio che all’estero.
esatto Giulio.
io credo che ogni paese abbia sviluppato una sua “best practice” riguardo qualcosa e se gli altri fossero furbi dovrebbero approfittarne e …copiare dal vicino di banco!
ci vuole una classe dirigente aperta, che viaggi sul serio e che si guardi davvero intorno!
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l’erba norvegese , miei cari amici, è verde, verdissima, ma è di plastica.
E ho creato questa rubrica per condividere con voi le cose incredibili che leggo, e che in Italia purtroppo non trovano spazio.
Sono d’accordo con te, Presidente.
).
Post interessante ed equilibrato, tanto più apprezzabile in quanto scritto da una donna. Perchè c’è una cosa che va detta: a causa dell’esasperazione del politically correct cui è improntata la cultura occidentale contemporanea, appena un uomo azzarda una qualsiasi riflessione sull’emancipazione femminile viene subito messo alla gogna e tacciato di maschilismo.
Bene così, dunque. E bene, anche, se continuerai a redigere questa tua rubrica per raccontarci qualcosa sulla “mitica” Scandinavia (dacchè, se non ho capito male, godi di un osservatorio privilegiato
sicuramente questo l’ha fatta fuori dal vaso (ma se pensiamo a ciò che dicono certi nostri politici…). Resta il fatto che il loro Welfare funziona un po’ meglio che il nostro. Diciamo che tra i nostri politici la mediocrità è piuttosto diffusa, altrove meno. qui sta buona parte della differenza.
era successo anche in italia: medici e pediatri che in televisione o sui giornali consigliavano il latte artificiale perché più nutriente e non intollerante. Poi si scoprì che questi erano pagati dalle case produttrici.
ma poi tutta quest’enfasi sulla carriera…boh, carriera de che? mi chiedo.
sembra che crescere i figli sia diventato un compito di serie b. Ma è una tendenza non solo nord europea, credo.
quanto gli daranno in argent le case che producono latte in polvere?