Politica estera UE

“E’ la fine della tirannia e l’inizio di una nuova epoca di libertà”.
Così ha commentato l’uccisione di Gheddafi,  l’alto rappresentante della politica europea, la Baronessa inglese Catherine Ashton.

Però! Non sapevo che l’Unione Europea avesse una “politica estera”! E infatti non ne ha,  anche se formalmente è in mano a una Baronessa di Sua Maestà britannica.

Questa morta de sonno della Ashton – pupazzo privo di cervello e di volontà propria, e perciò manovrabile dai poteri occulti senza problemi – è la stessa che l’anno scorso, interrogata dal vicepresidente della Commissione Affari Esteri Mechelen circa il mercato transatlantico, ha risposto: 
“Io non ho mai sentito parlare di mercato transatlantico…”. 
“Allora vada a leggersi la risoluzione del Parlamento europeo circa la costruzione di un mercato transatlantico entro il 2015″, le aveva suggerito Mechelen.

E’ anche quella che di fronte alla possibilità di assegnare un seggio permanente all’Unione europea presso l’ONU, in visibile imbarazzo è riuscita solo a balbettare:
” Una mia opinione al riguardo? Veramente non ne so nulla, faccio questo lavoro solo da 5 settimane e no ho avuto ancora tempo per prepararmi su tutti gli argomenti”  ( … e poi a pranzo soltanto un panino e ora non ci vedo più dalla fame). 

Riguardo la Libia ovviamente doveva pur dire la sua prevedibile boiata. Del resto se ne dicono tante!

Suggeriamo comunque alla Ashton di farsi più furba in futuro di fronte a domande che mostrino la sua palese impreparazione.
Potrebbe memorizzare frasi ” passpartù”  a contenuto generico con cui togliersi dai guai di fronte a qualsiasi domanda, frasi neutre che non significano assolutamente una mazza, ma che nemmeno compromettono. Ad esempio:

…  la politica europea intende comunque intensificare i suoi sforzi al riguardo per promuovere una posizione comune.
… è auspicabile un maggiore coordinamento dei paesi dell’Eurozona per garantire la necessaria applicazione degli accordi entro il 2015. 
… la stabilizzazione del Medio Oriente [oppure Libia; Afghanistan; Iraq; Balcani; Nord Africa]  esige uno sforzo congiunto  di mediazione da parte della diplomazia internazionale e l’Europa intende farsi promotrice di un dialogo proficuo. 

Di fronte a domande particolarmente difficili, ricordiamo infine che 
…. comunque quella di Frank Sinatra rimane una delle voci migliori del secolo scorso.

10 thoughts on “Politica estera UE

  1. Scusa per il ritardo…
    Grazie molto del commento, anche perchè il mio Blog è ormai in decadenza piena e avere una nuova lettrice è sempre un piacere.
    Concordo con te e con il tuo post. Una delle mancanze più gravi, politicamente, è quella di una linea unica in fatto di esteri. Troppi interessi (la Francia vuole la Libia, lo ha capito anche un rinco come Frattini) e troppe persone che marciano sulla pelle altrui.

  2. @ Daniele
    Benvenuto a Bananas, Nuovo Naufrago! :) Hai un bellissimo blog invece, se era in decadenza non me ne sono proprio accorta. Io sono stata ferma per un anno e ora ho ripreso, e quasi tutti i Naufraghi mi hanno perdonato. Noi bloggers a volte siamo lunatici e in preda all’accidia…

  3. Personaggi patetici come la Baronessa emergono perchè l’Unione Europea, per come è congegnata adesso, è in mano agli oligarchi. Anche per l’Europa, come per l’Italia, sono necessarie riforme istituzionali, altrimenti l’Europa rimarrà un guscio vuoto. Una “vera” Unione dovrebbe avere (almeno) un “vero” Presidente, un “vero” ministro degli Esteri e un “vero” ministro dell’Economia. Tutta l’architettura istituzionale è da ripensare e da cambiare.
    Ma, al tempo stesso, è indispensabile tutelare la democrazia. Per cui si dovrebbero modificare e uniformare le leggi elettorali, rendendo il più stretto possibile il rapporto fra il cittadino-elettore e il proprio rappresentante. Io (cittadino) ti scelgo, ti voto, contribuisco alla tua elezione; ma tu (rappresentante) devi rendermi conto di quello che fai, altrimenti al prossimo giro te ne vai a casa.
    Questo, secondo me, è un punto fondamentale, in Europa come in Italia. Ovviamente non è il solo aspetto su cui intervenire, ma è una delle basi da cui partire.

  4. @Litsius
    Già, ma Aristotele ti direbbe che un progetto del genere fallisce in partenza, semplicemente perchè territorialmente TROPPO GRANDE: la vastità dei territori disperde quel necessario filo diretto tra cittadino ed elettore che è l’essenza della democrazia.
    Il progetto europeo è per sua natura mastodontico, “imperiale”, di accentramento burocratico, ovvero un modello che nella pratica si allontana dalla democrazia man mano che aumentiamo i chilometri quadrati….

  5. Il federalismo serve proprio a risolvere in modo democratico il problema della vastità del territorio. Il modello a cui fare riferimento c’è già e sono gli USA. Stati Uniti d’America e Stati Uniti d’Europa. Per me, se pò fa’. Per Aristotele, non so :-)

  6. Secondo me e` una spia inglese al servizio di sua maesta`.
    Mi sembra una vecchia gallina col collo spezzato. :D

Non vediamo l'ora di sapere la tua opinione al riguardo.....

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