Propaganda di guerra

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In un articolo di qualche giorno fa, il giornalista e intellettuale Thierry Meyssan sostiene che ” la guerra di propaganda è entrata in una nuova fase con l’azione coordinata delle reti delle TV satellitari. CNN, France24, BBC e Al Jazeera sono diventati strumenti d’intossicazione per giustificare la demonizzazione dei governi e le aggressioni armate. Queste pratiche sono illegali secondo il diritto internazionale e l’impunità dei loro autori deve cessare.”

L’articolo cita la Risoluzione 110 del 3 novembre 1947 delle Nazioni Unite, relativa alle “Misure da prendere contro la propaganda in favore di una nuova guerra e contro coloro che la incitano”, la quale sanziona la “propaganda volta a provocare o incoraggiare una qualsiasi minaccia alla pace, violazione della pace o un qualsiasi atto di aggressione”.

Di conseguenza, scrive Meyssan, “ l’avvelenamento da parte di CNN, France24, BBC e Al Jazeera sono “crimini contro la pace”. Essi devono essere considerati i più gravi di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi oggi dalla NATO in Libia e dalle agenzie di intelligence occidentali in Siria, in quanto li preparano e li rendono possibili. I giornalisti che praticano la propaganda di guerra devono essere processati dalla giustizia internazionale.”

Insieme ai gionalisti di questi network internazionali, io mi chiedo anche quanti bei giornalisti, redattori e direttori di testate italiane dovremmo trascinare di fronte al Tribunale della Storia, con l’accusa di essere divenuti palesemente complici di manipolazione e propaganda di ogni tipo negli ultimi anni, e di essere non giornalisti, ma semplici ripetitori di verità preconfezionate dai governi e dall’establishment militare.

A Minzolini comunque sta andando di lusso. Per ora è stato pizzicato solo per uso improprio di carta di credito.