
Scrive Guilhem Caysac, direttore della rivista L’Iniziazione- Apertura verso altri mondi (Mar-/Apr. 2010):
” Recentemente ho visitato un’azienda agricola biologica di nuova generazione che mi ha fatto riflettere. Più di 300 mucche bio davano il loro latte bio in un ambiente ultra sano. Lasciatemi raccontare….
“Le nostre mucche sono le più fortunate del mondo”, esclamava il produttore. In effetti si trovavano in un loft di lusso per mucche fortunate (un bel cambiamento certamente).
Le mucche sono a loro agio in un grandissimo fienile e sono piacevolmente disposte in grandi spazi. Una macchina rovescia loro il mangime (bio naturalmente) mentre un sistema sofisticato porta via i loro escrementi continuamente.
Sono inseminate e fin dalla nascita del loro vitello, separate da esso per poter essere più tranquille (il vitello finisce sicuramente in macelleria). Liberata dal suo fastidioso piccolo, la mamma ha finalmente tempo per se stessa (insomma per il produttore).
Le sue mammelle piene di latte (bio) sono pronte per essere trattate con una straordinaria macchina, ultra sofisticata. Sono lavate, asciugate, trattate con il laser e inserite in un robot per la mungitura. Il latte viene immediatamente analizzato: se è cattivo, è gettato via. La mucca è trattata e grazie ad un microchip che le è stato inserito, il robot analizza la quantità che fornisce. Se il rendimento si abbassa, ci sono immediate visite di veterinari per altre analisi, ed eliminazione definitiva se è troppo vecchia.
La mucca si reca da sola a questa stazione di cura, secondo i suoi “bisogni”, poiché le mammelle piene di latte sono dolorose e la genitle macchina l’allevia. Essa è regolarmente lavata e può anche grattarsi la testa, non contro un albero, ma attraverso un braccio rotatorio di un robot che ha la funzione di grattare.
Senza alcun dubbio questo è il biologico del futuro: produttivo, concorrenziale, e sempre meno caro per il consumatore.
Non voglio questo “BIOLOGICO” e non lo auguro ai miei figli.
Biologico vuol dire VITA e se questa è tutta la vita che si può desiderare, non mi interessa. Consideriamo la mucca come un essere vivente? Si, allo stesso modo come gli esseri umani, ossia soltanto come corpi fisici. Ma la vita non è solo fisica. Vogliamo un marchio biologico che tenga conto dell’anima e dello spirito, e non solo del corpo.
Questo latte non è sicuramente biologico, e le mucche che lo producono non sono niente di più che delle mucche da latte, tagliate completamente fuori dalla natura. Esse sono come gli uomini di oggi, totalmente sradicati, amnesici.
Il biologico è nell’occhio e nel cuore dell’uomo, sicuramente non in un capitolato di oneri e analisi chimiche. Ed è strano che la maggior parte dei responsabili del settore biologico non siano affatto consapevoli di quanto sia importante la VITA. Ci propongono solo prodotti alla moda e per fare denaro utilizzano l’immoralità.
Il biologico è diventato il nuovo modo del ben pensare e ben consumare.(…)
Biologico vuol dire VITA. Interessiamoci alla VITA e cessiamo di comprarla da quei venditori di sogni che l’affiggono sulle etichette. “