……….“Una volta la mia professoressa non c’era, a presiedere un esame scritto eravamo solo io e un collega, e ad un certo punto il collega va fuori a telefonare, e in aula, a rappresentare l’ordine, rimango solo io. Intravedo una signora di quarantanni …. che apparentemente parlava con i suoi capelli, non serviva la scientifica per capire che aveva un auricolare wireless. Dato che la telefonata a casa non era prevista nell’ordinamento universitario, mi avvicinai alla signora e le chiesi, con discrezione, di togliere l’auricolare, una volta, poi un’altra, e un’altra ancora, ma lei faceva finta di niente……”
Merita veramente una lettura questo racconto (vero) di Barabba Marlin: lo trovate sul suo blog Magari Domani
Letto, e anch’io sono rimasta impressionata dalla frase: “…..oggi un ladro che viene scoperto mentre ruba non si vergogna, s’incazza…..”, però c’è pure chi glielo permette.
Io sapevo che una vicina di casa era cleptomane, ma mia madre continuava a farla entrare da noi, nonostante il mio parere contrario. Una volta capitai per caso a casa sua (non ci andavamo mai, ma si era verificata un’emergenza) e quella, evidentemente nella fretta, meglio non aveva trovato da fare che coprire tutti i mobili (e quindi soprammobili) con dei teli.
Qualcosa, ahimé, era però rimasto fuori e io, al vedere la mia roba a casa sua, gliele cantai di brutto e mi ripresi tutto.
Quando mia zia lo seppe mi disse: “Le hai fatto una scenata? Ti sei ripresa la roba da casa sua? Che figura!!! Pensa ora poveretta tua madre come potrà guardarla in faccia, capace pure che la vicina non l’andrà più a trovare e così perde pure l’amicizia!”
Non credevo alle mie orecchie! E dire che mia zia è un’integerrima tutta d’un pezzo. Mia madre poi la riaccolse tranquillamente in casa, come se nulla fosse successo, e allora la domanda mi sorge spontanea: non è che noi questi personaggi (i politici di cui si parla nell’articolo citato) ce li meritiamo? Non è che abbiamo perso la capacità di incazzarci davanti a furti e immoralità dilaganti?
Insomma, siamo vittime consenzienti (e nutrici) di questo sistema, come mia madre della sua vicina???
……. forse è una questione di numeri.
Quando i disonesti cominciano ad essere troppi, i pochi che dovrebbero assicurare il rispetto delle regole non hanno autorevolezza sufficiente.
Ci sono le regole. E ci sono le consuetudini……… e queste ultime nel nostro paese prevalgono quasi sempre.
L’importante è non mollare…
non arrenderci di fronte al “tanto sono tutti uguali”.
Abbiamo il diritto prima ancora che il dovere di fare ciò che possiamo per cambiare questo mondo…
poi possiamo pure sbagliare, ma rimanere alla finestra a lamentarci è sadomasochista…
chi come te, Marcillotta, attraverso il suo blog, riesce ad esprimere le sue idee, sollecitando discussioni sempre molto stimolanti, sta sicuramente facendo tanto..
eppure c’è ancora tanto da fare… discussioni in rete, partecipazione ai forum e – perchéno? – dialogo giornaliero con la cassiera del supermercato o con il vecchietto alla fermata dell’autobus… per far capire che non bisogna arrendersi…
e per ricordare a tutti che un mondo migliore è possibile.
Kalo condivido pienamente, la prima forma di politica attiva la facciamo proprio nella POLIS, nel nostro ambiente familiare e relazionale più prossimo, e anche nella blogsfera.
Andare alle urne per quanto mi riguarda è un gesto che produce molti meno effetti….!