Laviamocene le mani

Ieri, alla cassa di un grande magazzino in centro,  la commessa mi fa il conto, e prima di chiudere spara una proposta commerciale che mi lascia attonita:

“Signora, le potrebbe interessare l’acquisto di un gel -antibatterico- per -le- mani – si- usa-senz’acqua?”

E me lo mostra, vuole spingermi all’ acquisto d’impulso.

E io: ” No…perché dovrebbe?”

“Sa, in molte farmacie spesso questi prodotti sono ormai esauriti, e noi li stiamo proponendo ai nostri clienti”.

Dunque è vero quello che leggevo nel giornale locale:

che nelle farmacie della mia città ultimamente   si è scatenata la caccia a prodotti disinfettanti, antibatterici, salviettine igienizzanti e simili.

La fobia collettiva per la  pandemia influenzale  ha effettivamente rimbecillito la polis. Come gli americani anni fa, che spinti  dai mass-media verso la paranoia per l’attacco terroristico all’antrace, compravano su internet mini-rifugi antiatomici e anti-guerra chimica insieme a carne in scatola per 3 anni.

Adesso non è molto diverso: c’è sempre qualcuno che  sulle paure altrui ci fa i quattrini.

Guardate come i sapienti strateghi del marketing riescono a trarre vantaggio dalle umane fobie, dando nuove interpretazioni anche ai gesti più semplici del quotidiano.

Avete visto per esempio la nuova campagna  della Neutromed?

Neutromed pH 5.5 è quel comune sapone liquido che  conosciamo tutti da anni. Che c’è di nuovo?

C’è che in tempo di pandemia, lavarsi le mani non è un gesto innocente che compiamo sin da bambini come normale precauzione igienica. E no.

Diventa lo scudo protettivo che ti salva la vita, e impedisce oscuri contagi, contaminazioni, diffusioni nella tua città: il nemico si annida ovunque, nella stretta di mano, nelle stazioni, negli autobus, negli oggetti condivisi.

Virus e batteri non sono corpuscoli normalmente presenti in natura, con cui il tuo sistema immunitario fa i conti regolamente da sempre.

No. Sono manifestazioni infernali che necessitano di gesti altamente mirati e chimicamente appropriati, da compiere con  orrore  patema e perizia.

Non è solo “lavarsi le mani”: è impedire il CONTAGIO!

neutromedIl claim della nuova campagna:

Prevenire virus e batteri con delicatezza?* Semplice come lavarsi le mani. Con Neutromed.

 

(*In condizioni igieniche normali, lavarsi le mani aiuta a ridurre la diffusione di virus e batteri.)

Lo sappiamo tutti che lavarsi le mani è importante, e anche piacevole. Ma se non ne facessimo un caso di stato,  e non diffondessimo in maniera sottile il panico da CONTAGIO, saremmo più felici tutti.

***

[ Vi ricordate  cosa succedeva da piccoli:

"Carletto vieni a tavola, ti sei lavato le mani...?"

"Si mamma..."

Due volte su tre era una balla. Ah, che bei tempi, quando si poteva giocare fino all'ultimo e arrivare a tavola un po' zozzi. Mia madre faceva sempre il controllo qualità certificato ISO 9001 dei palmi delle mani, ma talvolta riuscivo comunque a fregarla. E' un diritto sacrosanto di ogni bambino arrivare qualche volta a tavola con le mani  sporche o sciacquaticce. E allora?]

****

Ricordo a chi dovesse fare uso compulsivo di gel anti-batterico  un fatto importante:

ABBIAMO UN SISTEMA IMMUNITARIO.

Ne sono sicura perchè mi ricordo una lezione  di scienze imparata in 4° elementare.

La domanda è:

perché vogliamo per forza vivere come fossimo in regime di aplasia midollare in una camera asettica ospedaliera?

Che sia uno sporco mondo lo so anch’io, ma non per  colpa dei  batteri: piuttosto per i sistemi di persuasione di massa che si fanno sempre più frequenti, sottili ma invadenti, e mutano la nostra percezione delle cose piano piano, a poco a poco….. Tutti parlano di vaccini. Nessuno parla più del sistema immunitario e delle capacità reattive dell’organismo, ci avete fatto caso?

Eppure in normali condizioni, il nostro sistema immunitario è in grado di far fuori virus e batteri tranquillamente.

Abbiamo i macrofagi, i linfociti, i mastociti, i Natural Killers….

Sono i nostri eroi silenziosi, dovremmo ringraziare il  dio creatore per il miracolo quotidiano del nostro corpo, prima di ingrassare le industrie farmaceutiche e i Venditori di Candeggina (in tutte le loro sotto e sovra-specie industriali): somigliano sempre più ai venditori di Pozione  per la Guarigione Istantanea presente in molti  film western.

Certo che ce la laviamo le mani, ma non me ne andrò in giro con le salviette antibatteriche e non mi sentirò in imbarazzo nel toccare le persone o nel baciarle, o nel vivere la mia città in modo promiscuo.

Vi lascio con questo cartone sul sistema immunitario,  pensate che il Presidente  in persona compare al min. 2:09 !!  io sono quella che dà l’allarme e aiuta i macrofagi in pericolo…  sono una CELLULA AIUTANTE -T…. si, lo so una piccola parte, per carità niente di che, una mia vanità per racimolare ulteriori consensi elettorali… però mi sono divertita e ho conosciuto tanta gente fantastica sul set!  … :D :D

Cattivissimi i Killer-T assetati di sangue, e magnifici i soppressori -T  che evitano l’autodistruzione del sistema in un momento altamente eroico e commovente 3:25

Ricordate cari naufraghi:  EVERY TIME YOU TOUCH SOMETHING….SOMEONE EXISTS!

Non vorrete certo  privarvi di questa ebbrezza con un vaccino all’ultima moda o una banale saponetta antibatterica.

47 thoughts on “Laviamocene le mani

  1. Sono sempre stata affascinata dal sistema immunitario, ed è l’unica cosa in cui confido per la lotta alle malattie, nonché la loro prevenzione.

    Ho conosciuto una persona paranoica, che neanche dava la mano per paura delle infezioni, girava con la boccetta dell’alcol per disinfettarsi in continuazione, chiaramente non si è sposata e… è morta a cinquant’anni di tutto: DI TUTTO!!!

    Non vorrei tirarmela, ma io viaggio sui mezzi pubblici, sono espansivissima,e godo generalmente di ottima salute. Non mi imbacucco e… beh, sto attenta quando attraverso la strada! :lol: :lol: :lol:

  2. Quando comincerà la caccia agli untori?
    Cazzo ne sono passati di anni ma non ci siamo evoluti proprio per nulla… Anzi, a volte penso che la TV ci fa regredire…

  3. Presidente, non ho capito una cosa, ti hanno praticamente trasformata in cartone animato?!! Bello! Ma te le sei lavate le mani dopo aver conosciuto tutta quella gente sul set?? :-P

  4. giraffa, le mani me le lavo molto spesso perchè vivo con 2 gatti e un cane; però con la gente problemi non me ne metto.
    Le mani sono fatte per toccare il mondo, sono la parte di noi che più si espone.

    diemme: all’inizio pensavo davvero che stessi parlando di Jacko.
    Quindi è vero, esistono questi paranoici.,… poveri loro! bella fine non fanno.

  5. Dovremmo cominciare a studiare un bel vaccino che preservi il nostro innato buon senso che sembra, ahimè, andare alla deriva!

    Grazie per il tuo spazio di riflessione.

  6. @ marcy. Perche` maicholl geckson era paranoico? Non lo sapevo. Credevo non desse mai le mani al pubblico perche` ogni volta che ballava si toccava….
    Pensavo fosse per educazione. !!! :D

    Mi sembra di capire che vogliono sempre farci sentire piu` malati, fragili e commiserevoli. Il nostro ego ne sara` molto felice.

    Quando ci facciamo una doccia, soprattutto le donne, abbiamo tantissimi prodotti chimici : shampoo, bagno schiuma, creme,spuma e lacca per i capelli,deodorante,creme depilatorie e poi in generale creme da barba,balsamo,dentrificio…
    In 10 minuti di doccia mettiamo il nostro corpo in contatto con tantissimi prodotti chimici di cui non conosciamo neanche la composizione. Tutte le creme per il corpo ad esempio sono tossiche perche` fatte con sostanze dannose, come il petrolium.
    La maggior parte delle volte non sappiamo neanche che tipo di prodotti chimici usiamo ma ci fidiamo comunque perche` lo dice la tv, perche` sono prodotti usati da tutti e visti e rivisti in supermercato. Questo ci da sicurezza.Lo vendono dappertutto quindi e` sano. Siamo cosi` condizionati che ne anche ce ne accorgiamo.

  7. Forte, che stooooria il video, mi ha strippato proprio…

    Quanto a disinfettanti e dintorni, io porto la mia esperienza; più essendo abbastanza attento alla mia igiene personale, me ne frego di quella dell’ambiente che mi circonda, se mi cade uno spaghetto ritorna nella pignatta, se c’è uno zufolo di polvere per terra resta abbastanza che gli do’ anche i nomi, vivo in bonaria promiscuità con gli animali di casa, e il disinfettante mi dura tanto che quasi arriva alla scadenza…
    Risultato: malattie zero, fino da bambino sono sempre stato sanissimo, mentre tutte le persone maniache della pulizia che conosco sono piene di malattie.
    Sarà un caso? Ovviamente no, tra l’altro segnalo che è anche uscito un libro, Lo sporco fa bene, che parla proprio di questo tema…

    In Italia dovremmo proprio leggerlo, perché pare che le donne italiane siano tra le più maniache del mondo

  8. …le norvegesi con il pulito in casa non scherzano, lavano ogni angolo della dimora con acqua bollente. A questo mondo devono compensare le moquette inglesi MAI pulite per decenni.
    Diciamo che noi italiani siamo un’onesta via di mezzo, va!

    Ma il gel battericida per le mani è intollerabile!

    Solo chi non ha sistema immunitario è costretto a queste cose!

  9. @ Messier
    questo è un bellissimo complimento: sono indecisa se portarmelo via così…

    o se fare come Obama e dire “Grazie…eeehm….non credo di meritarmelo…”

    MMm, ma si , credo lo porterò con me così, caro Messier.

    GRAZIE.

  10. prima dell’arrivo di Joseph Lister, i chirurghi nemmeno si lavavano le mani. Anzi, deridevano questo povero dottore che si puliva prima e dopo di ogni intervento.
    Purtroppo è morto anche lui…

  11. Sono sufficientemente vecchio (ehi, non esageriamo, però), per ricordare che negli anni ’60 la luce elettrica era ancora considerata dai più quasi un lusso.
    Bè, capirete, non avevamo ancora le centrali nucleari…come, neanche adesso? :(

    Comunque, ci trasferimmo con la famiglia in quel di Bologna; un bell’appartamento, non c’è che dire, camere per tutti, terrazzo, cantina e garage inclusi.
    Il bagno non era il massimo della modernità, ma il concetto di doccia era ancora lontano a venire.
    Si era passati direttamente dall’idea di mastella (non sto facendo politica, Clemente era giovine anche lui) a quello di vasca da bagno.

    La porta era come tutte le altre, ovvero con un vetro centrale lavorato, tanto da intravedere le ombre. Eccellente quando le cugine venivano in visita, assolutamente inutile, se non imbarazzante, se si trattava di sorella o madre. Quest’ultima si premurò, comunque di oscurare il tutto con pesanti tendine.
    Appena entrati, sulla destra, un’alta colonna di metallo. Cos’era? Ma lo scaldabagno, che funzionava a legna o carbone.
    Infatti a cosa sarebbe servito altrimenti la bottega del carbonaio, proprio poco distante da casa?

    Ora, capirete che mettere in funzione il trabiccolo ed aspettare che l’acqua fosse sufficientemente calda per lavarsi, richiedeva tempo e dedizione.

    La distribuzione del metano era nei sogni di qualche politico epperciò non c’era molta scelta.
    Presto sarebbe arrivato in casa lo scaldabagno elettrico, il boiler, ma io, come molti della mia generazione, ho vissuto tutti questi momenti di transizione (senza continuare a fare politica con Marrazzo, ma guarda tè).

    Quindi durante la settimana ci si lavava il viso, le ascelle, si faceva il bidet e si sgrattugiavano i piedi. Ma il sabato era la giornata del bagno per la famiglia, pronti per l’abito buono della domenica.

    La mia era una famiglia democratica, per cui mio padre era indiscutibilmente il primo, seguiva la mamma ed il terzo e quarto posto ce lo giocavamo sempre con mia sorella.
    Spesso sceglievo di essere ultimo, che l’acqua era a forte rischio di essere fredda, ma nessuno mi faceva fretta, ed io gongolavo nei giochi, piccolo pesce nella boccia di ceramica.

    Dal lunedì al venerdì, puzzavamo? Non mi sembra. Mio padre vestiva giacca e cravatta e lo invitavano pure a cena. Ed io non ero relegato nell’ultimo banco in fondo alla classe.
    Mal comune mezzo gaudio, può essere.
    Il regno dei miei giochi era il pavimento (bè, devo dire che mia madre però era fissata con la pulizia della casa) ed i campetti di calcio erano nei cortili o alla parrocchia, quindi o asfalto o sassi, come ricordano bene le mie ginocchia e i miei gomiti.

    Oggi la frase ricorrente è “mi faccio una doccia e arrivo” oppure in tempi estivi “guarda, questa è la terza doccia oggi”.
    Cioè, a me sembra che mentre una volta ci si lavava le mani oggi ci si mette completamente sotto l’acqua.

    A parte che esistono gloriosamente le vie di mezzo, per cui non ricordo con poi troppa nostalgia le difficoltà di un tempo, mi domando che fine ha fatto il nostro odore, i nostri umori (mamma che schifo). Solo lavanda e fior di fragola.

    A noi piace, ma anche i virus gradiscono.
    Ancor di più le case farmaceutiche che amorevolmente li crescono.

  12. riflessioni che condivido, le tue… senza contare che tra le persone più sane che conosco ci sono gli scout, che quanto ad igiene forzata non sono proprio un modello… arte della sopravvivenza forse, ma le pastasciutte condite per terra non sono un’invenzione! E poi dovremmo ricordare che un eccesso di igiene indebolisce le difese (quando mia figlia era piccola la pediatra mi ossessionava con la storia del pavimento a prova di gattonata. Ma, a parte la considerazione piuttosto banale ma per me vera che preferisco mia figlia si “mangi” qualche batterio piuttosto della candeggina… ha cominciato a non ammalarsi di una qualsiasi stupidata quando ho smesso di farmi condizionare! Sarà stato un caso…
    ciao!

  13. Il racconto di Diemme mi ha fatto venire in mente il ricordo della mia prof di matematica delle medie.

    Una tipa abbastanza singolare, laureata in Biologia o qualcosa del genere e fissatissima per l’igiene.
    Io e le mie compagne avevamo saputo che lei lavava le arance (le arance!!!) con la retina in acciaio, di quelle che si usano per scrostare le pentole e, insomma, adottava tutta una serie di procedure strane per lavare frutta e verdura. Vi lascio immaginare, quindi, cosa significasse per lei trovarsi in situazioni piuttosto “promiscue”, come per esempio una festa in classe.

    Ebbene, in terza media, verso la fine dell’anno, cominciammo a festeggiare di continuo (dimenticavo: eravamo una classe femminile, a quei tempi nella scuola media del mio paese non esistevano le classi miste …) e raccontammo le manie della prof di matematica a quella di italiano.

    Lei, ovviamente, non ci voleva credere. Allora scatto’ il piano per una sorta di prova del 9. Ennesima festa, ennesimi dolcetti. Una bella scatola (tipo Ore Liete, o biscottini da te’ al burro, ora non ricordo con esattezza) di dolci servita alla prof di matematica, che in quel momento stava chiacchierando con quella di italiano.

    La prof di matematica gia’ stava allungando la manina, fornita di fazzoletto di carta, OVVIAMENTE, per l’occasione. Quella di italiano cosa fa’? La anticipa e sfiora con il suo ditino indice due o tre dolcetti dicendo: “A me piace questo, anche questo ma … prendo questo!”

    La prof di matematica a quel punto, inorridita, tiro’ indietro la mano e non mangio’ piu’ nulla!!! :D

    Che ricordi!!!

    Anch’io faccio parte del partito che crede ancora nella forza del sistema immunitario! … essere puliti e ordinati si’, ma non per forza a costo di un continuo uso di disinfettanti, docce e antibatterici!!!

  14. Delizioso e nostalgico il tuo intervento, che ci trasporta inaspettatamente in un mondo lontano, forse un po’ anche lui un paradiso perduto. ;)

  15. Oops! Il mio commento era in risposta a Balibar, si è incrociato con quello di Rosigna.

    @Rosigna: anch’io sono un po’ come la tua prof di matematica… un po’… ma il più delle volte opto per l’ “occhio non vede, cuore non duole”.
    :)

  16. Lo sono, lo ero… non ti dico a quali violenze antigieniche mi sottopone mia figlia!

    Per dirne una, viaggia in autobus, e quando arriva a casa s’infila con tutti i vestiti sotto le lenzuola, chiaramente del MIO letto. Ci si mette a testa in giù, con i piedi sui miei cuscini….

    Devo continuare? :(

  17. Ah beh … ma il fatto che tu sia ancora qui, viva e vegeta, a raccontarcelo, mi consola!
    Non penso che lo stesso si sarebbe potuto dire della mia prof, te l’assicuro :)

  18. uh gesù!
    e io non mi ero mica accorta di tutto questo delirio antibatterico!

    secondo me più uno fa così e più poi si ammala per un granellino di polvere …

    comunque questi gel, paranoie a parte, a volte sono comodi.

  19. Il cartone è molto interessante… mi ricorda molto i film catastrofici (stile DeepImpact o roba del genere) dove qualunque cosa succeda, evviva evviva, i buoni vincono sempre.
    Nel merito del post, penso che sia sbagliato fare di tutta l’erba un fascio.
    Ovvio che le case farmaceutiche e “i venditori di candeggina” hanno tutto l’interesse a creare la psicosi collettiva del contagio, ma bisogna fare dei distinguo.
    E’ sicuramente sbagliato spacciare un gel antibatterico per un efficace mezzo di prevenzione dell’influenza suina (un antibatterico non può nulla contro i virus e quello dell’influenza suina è un virus!) ma è altrettanto sbagliato far passare il messaggio “se una cosa ti deve venire ti viene!”.
    E’ indubbio che l’aumento della vita media (e della sua qualità) nel mondo occidentale sia legato anche ad una maggiore attenzione delle condizioni igieniche (basta confrontare i dati sulla diffusione delle malattie infettive in Europa ed in Asia)… poi, ovvio, c’è chi esagera, magari spinto dalla psicosi ingenerata dai mass-media.
    Per questo sono sostanzialmente d’accordo con il commento di Uela.
    @balibar: anch’io sono cresciuto in una casa dove il boiler non esisteva e ricordo con dolcezza quei tempi…e sono sostanzialmente d’accordo con quello che scrivi a proposito degli odori… un po’ meno sugli umori ;-)

    Perdonatemi, ma altri commenti mi lasciano perplesso (probabilmento non ho capito il senso…):
    @pani: non ho capito, Lister è morto perchè, basandosi sulle opere di tale Louis Pasteur, ha capito che diverse malattie susseguenti ad operazioni chirurgiche erano provocate dalle scarse condizioni igieniche in sala operatoria?
    @rosigna: scherzo grandioso! Io ho un’amica che soffre di aracnofobia… dovevi vedere la faccia e le urla che ha fatto quando ha scoperto i ragni che avevamo nascosto sotto le lenzuola…
    @diemme: ovvio che essere paranoici non preserva dalla possibilità di morire giovani. Forse bastava dirglielo alla tua prof di inglese… chissà, avrebbe subito cambiato il suo atteggiamento… o forse è un po’ più complicato?

  20. balibar : bottega del carbone, scaldabagno a carone, che bei tempi !! io ricordo che negli anni ottanta quando ero bambina in casa avevamo la stufa a cherosene. Guardavo sempre il fuoco e ne restavo affascinata, arrostivamo le mele. E ricordo la puzza di cherosene !
    Ma se non sbaglio i miei genitori lasciavano i bidoni di cherosene in cortile, per terra, potevano essere facilmente aperti da noi bambine ma sapevamo che era molto pericoloso e qui bidoni erano intoccabili. Quindi non abbiamo mai corso pericoli.

    In Inghilterra manca il solito bidet e le case hanno quasi tutte la moquette. Lascio a voi i commenti. Qui a Londra l’igene e` divisa tra Ovest ed Est. Ovest e` la zona piu` ricca, prevelentemente bianca. La zona est invece è in felice promiscuita` tra bianchi, polacchi, mulsumani e indiani.
    Nei bar, cafe`, pub ogni cosa viene toccata con le pinze: croissaint, insalate,verdura, tutto con le pinze davanti al cliente. Il commesso ha un guanto in plastica quando prepara i panini e poi lo toglie quando prende i soldi.

    Nell’est…..
    tutto viene toccato con le mani. Tranquillamente vedi la persona che ti prende l’insalata con mani, il tortino salato con mani e lo mette nel piatto, il croissaint con le mani e lo mette nel piatto, preparano i panini e poi prendono i soldi senza guanto.
    Pero` sono sempre piu` allegri, e soprattutto gli Indiani ringraziano molto calorosamente.
    Un’altra cultura.

    @kalojannis. : anch’io soffrivo di aracnofobia.Sono ruscita a farmela passare con l’EFT !!
    Ma lo scherzo che avete fatto e` terribile….

  21. Questi gel miracolosi
    possono aiutare a far fuori
    qualche batteriuccio,
    mentre l’influenza è causata da virus.
    Stavolta Loro possono giustificarsi
    dicendo che i batteri, uniti alla suina,
    portano complicanze.
    Ma come sempre ne approfittano – o almeno ci provano -
    della paura e dell’ignoranza di noi
    spaventate ignoranti.

  22. buonasera a tutti cari naufraghi
    e un saluto speciali ai nuovi arrivati!

    vi ho letti tutti

    grazie per i vostri commenti, e grazie a Balibar per il suo racconto: ci hai trasportato indietro nel tempo, ci sembrava quasi di essere lì…

  23. Argomento dalle mille sfaccettature, occorre distinguere i diversi casi.

    Chiaro che produttori e venditori di igienizzanti, disinfettanti, e simil candeggina abbiano tutto l’interesse a realizzare i loro maggiori profitti, convincendo l’opinione pubblica della loro utilità ed efficacia. Ci riescono ancora meglio se si appoggiando a situazioni considerate potenzialmente dannose per le persone, ingigantendo i fenomeni. E non per questo ci dobbiamo fidare completamente, nè dobbiamo lasciarci convincere o condizionare.

    Però trovo giusto che ci siano delle regole di igiene, così come sono strasicura che oggi abbiamo potuto sconfiggere alcune malattie un tempo anche mortali grazie ad un miglioramento delle norme igieniche ed alla scoperta di vaccini importanti.

    Quanto detto finora per le persone che vivono la loro “quotidianità igienica” nella norma.

    Poi ci sono quelli che qualcuno qui ha definito “paranoici”, o fissati, o cretini o…Comunque li si definisca, si tratta di persone che hanno delle fobie. Ora, una fobia è per definizione una paura incontrollabile. Io conosco alcune persone così, e vi assicuro che non sono certo felici di essere fatte in questo modo. Sempre perchè si tratta di fobie e in alcuni casi di veri e propri disturbi a livello psicologico (che vi assicuro hanno la loro spiegazione in una scienza meravigliosa che si chiama appunto PSICOLOGIA), esse sono risolvibili con le sole parole, cercando di convincere le persone fobiche della inutilità dei loro comportamenti. Non serve.

    Il dialogo tra una persona fobica (magari maniaca dell’igiene) e una persona che vive secondo le regole del comune sentire è un dialogo tra sordi. L’unico modo per riuscire ad entrare in contatto e ad interagire con loro è l’AMORE e la COMPRENSIONE. Di sicuro, non gli scherzi IDIOTI.

    Per il resto, mi fido abbastanza ciecamente del mio sistema immunitario, sono grata alla scienza per i progressi che ha fatto per la prevenzione e la cura delle malattie, e spero che ne faccia sempre altri e sempre di migliori. Ritengo che esista una dose “sana” di contagio da batteri o virus (non mortali, naturalmente) che non faccia altro che rinforzare il nostro sistema immunitario ma al tempo stesso faccio ciò che posso, nella norma, per prevenire il possibile, anche se sono convinta che nessuno può tenere tutto sotto controllo, per il semplice fatto oggettivo che siamo uomini e non divinità.

    Ma di una cosa sono parimenti assolutamente certa: IL RISPETTO PER L’ALTRO, SEPPUR DIVERSO DA NOI, NON HA MAI UCCISO O INFETTATO O CONTAGIATO NESSUNO. Ed è per questo che non sono una PERSONA FISSATA per la pulizia e l’igiene, non più del necessario (almeno credo), cerco di non farmi condizionare ma allo stesso tempo non giudico chi si comporta in maniera diversa. Semplicemente, provo a capire perchè lo fa, se è una persona che mi è indifferente rispondo “no, grazie, non mi interessa”, ma se è una persona cui voglio bene, che stimo, cui sono legata da una qualunque forma di affetto provo anche ad aiutarla.

  24. *volevo dire “esse NON sono risolvibili con le sole parole, cercando di convincere le persone fobiche della inutilità dei loro comportamenti. Non serve”.

  25. Mi è piaciuto molto il commento di Fede.
    Anche altri, se presi nella giusta maniera :)

    In generale è bene distinguere dal puzzare e dal non essere igienici. D’estate fare più docce, ovvio se uno non ci sta una vita e spreca l’acqua, aiuta a combattere il caldo e mantiene l’organismo forte contro il calore.
    In passato ho avuto amici, ma soprattutto amiche, che per quanto potessero profumarsi/lavarsi…ahimè puzzavano, questa è chimica, solo chimica.
    Erano tutte persone comunque attente all’igiene.

    Un esempio di igiene intelligente?
    Ogni volta che dal molo si risaliva sulla nave da crociera, da qualunque città italiana e non, c’era un piccolo distributore di una certa schiuma disinfettante da passare sulle mani prima di entrare nella nave.
    Capite che portare dei batteri o peggio un’infezione su di una nave con 4000 persone a bordo che di notte sta in mezzo al mare non è il massimo della vita…

    Come si diceva riguardo all’ospitalità in un’altra discussione precedente già siamo meno cordiali e disposti verso le altre persone…se poi subliminalmente ci trasmettono l’idea che il contatto è pericoloso non ci ripigliamo piùùùùùù.
    Il compromesso, ecco il compromesso è la soluzione ideale (come sempre?) e quindi vivere in un posto pulito, dedicarsi alla propria igiene per mantenere l’organismo forte, e prestare attenzione alle basilari regole che, almeno a me, insegnarono addirittura alle elementari!!!
    E’ inutile disinfettarsi…se poi ci si infila in un pub o discoteca piena di universitari in libera uscita malaticci e portatori della acca-uno-enne-uno aiutoooooooo aiutooo l’ho detto corro a lavarmi la bocca col sapooooneeeee aiutoooo

  26. La superigiene, si sa, indebolisce l’organismo e lo espone maggiormente a infezioni, però la sana igiene… abbiate pazienza, c’è gente (tanta, credetemi, tanta!) che non si lava le mani dopo essere stata in bagno.

    E in cucina? Mi dispiace, io in cucina divento fobica. Le mani, quando si tocca il cibo, devono essere strapulite, proibito assaggiare e rimmergere la posata nella pentola, etc. etc. etc.

    Mi ricordo una tizia, a una riunione di amici a casa sua, stando seduta e chiacchierando giocava coi suoi piedi, poi ci ha offerto la pastiera. Abbiate pazienza, io sarò rude, ma gliel’ho fatto notare!

    Diceva sempre la mia nonna (quella simpatica a Marcy) “A casa dell’artri, manco ‘n’ovo co’ ‘a coccia” (A casa degli altri, neanche un uovo con la buccia) :lol:

    Ah, nonna nonna!

  27. ahahhah diemme i hai fatto ridere però hai ragione

    Ragazzi, sulle norme igieniche di base non si discute.

    In tutto c’è un modo giusto di fare le cose.

    Avete citato gli estremi, diciamo che sia gli schifiltosi che gli zozzoni con me non vanno d’accordo.

    a proposito:

    QUALCUNO DI VOI FREQUENTA RISTORANTI CINESI? :-P

  28. Dopo vado e critico il commento di Diemme, ma volevo dire qualche parola sull’igiene personale. Se me ne frego dell’igiene della casa, sono un fanatico dell’igiene personale e in particolare della doccia, ma anche perchè senza doccia non mi sveglio e mi aggiro come uno zombie, se volete farmi impazzire fatemi passare una giornata senza doccia, non ricordo neanche quando sarà stata l’ultima…

    Ecco, ho fatto uno di quei pessimi commenti autoreferenziali, meno male che sono alla fine e quelli alla fine non li legge nessuno, ma nel dubbio mi sento sporco… vado a fare una doccia

  29. “senza doccia non mi sveglio e mi aggiro come uno zombie, se volete farmi impazzire fatemi passare una giornata senza doccia…”

    Senza doccia la mia giornata NON può iniziare, e per protesta rimango a letto!

  30. Io invece sono per il bagno serale, ho bisogno di scrollarmi da dosso la stanchezza di tutta la giornata e poi, viaggio in autobus, che ve lo dico a fare, e coricarsi freschi, profumati e rilassati non ha prezzo.

    E poi, la mattina, troppa fretta, e al momento pure troppo freddo… un semplice “richiamo” e via, di nuovo in pista!

  31. Mi pare che quanto successo alla Presidentessa al supermercato sia capitato anche a me e la mia ragazza non troppo tempo fa, ma in quel momento non ci avevo fatto troppo caso e avevo lasciato cadere la cosa come una semplice pubblicità, diversa dal solito.

    Invece volevo riportare un scorcio di vita vissuta. Sono il secondo genito e mio fratello ha poco più di tre anni di me, e siamo sulla 30ina entrambi (io tra poco) e i nostri genitori sono delle comunissime persone, senza fobie ma con le dovute attenzioni. Beh quando mio fratelli era piccolo e per errore gli cadeva il ciuccio interveniva la squadra di soccorso antibatteri e tutto veniva sterilizzato all’istante prima di essere riconsegnato al piccoletto. Poi è stata la volta di ripetere l’esperienza anche con me, ma con un diverso atteggiamento, forse proprio per la presa di coscenza dei miei genitori che non si può vivere sotto una cupola di vetro 24h al giorno, quindi imparanoiarsi da soli è completamente inutile. Con me se cadeva il ciuccio, beh una soffiata e tornava pulito (metaforicamente parlando), non c’era bisogno della squadra speciale antibatteri.

    Mi ritengo attento all’igiene ma non sono fissato e non ho mai usato il prodotto in quastione solo per aver toccato la maniglia della porta di un negozio o i sostegni in bus. Certo prima di mangiare mi lavo le mani, dopo essere andato al bagno (mi fa schifo anche a me vedere che molti non lo fanno; un tizio al lavoro oltretutto dopo essere stato al bagno e non esssersi lavato le mani, si sistema i capelli…disgustorama), ma la fobia del sempre pulito assolutamente no. E mai!

  32. Ho scoperto non senza un po’ di perplessita’ che dove lavoro sono spuntati questi gel igienizzanti, come funghi. L’aspetto esilarante della cosa e’ che li mettono proprio fuori dalla porta del bagno. Ora, io capisco se sei sull’intercity crotone bolzano e vuoi scartare una caramella, o se all’autogrill in pausa caffe’ durante il controesodo i bagni sono fuori uso ma… perche’ disdegnare una bella lavata di mani con tanta schiuma soffice morbida lieve lieve che sappiamo tutti quanta gioia ci da’, per dell’appiccicoso gel che sa di limone per giunta!
    Ma ieri ho realizzato che conosco molta piu’ gente incinta o con bimbi appena nati che gente con la suina… a parte il dover rivedere il mio personale concetto di epidemia, mi chiedo: non e’ che abbiamo sbagliato tutto e in realta’ il gel e’ un anticoncezionale?…

  33. cara coccinella, hai proprio ragione, una bella lavata di mani è insostituibile!

    dunque la psicosi da germe infettante si diffonde più veloce di qualsiasi altra influenza stagionale.

    Tra il milione di imprese sull’orlo del fallimento denunciato da Confindustria, non credo si siano molti colossi farmaceutici….!

Non vediamo l'ora di sapere la tua opinione al riguardo.....

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