Laviamocene le mani

Ieri, alla cassa di un grande magazzino in centro,  la commessa mi fa il conto, e prima di chiudere spara una proposta commerciale che mi lascia attonita:

“Signora, le potrebbe interessare l’acquisto di un gel -antibatterico- per -le- mani – si- usa-senz’acqua?”

E me lo mostra, vuole spingermi all’ acquisto d’impulso.

E io: ” No…perché dovrebbe?”

“Sa, in molte farmacie spesso questi prodotti sono ormai esauriti, e noi li stiamo proponendo ai nostri clienti”.

Dunque è vero quello che leggevo nel giornale locale:

che nelle farmacie della mia città ultimamente   si è scatenata la caccia a prodotti disinfettanti, antibatterici, salviettine igienizzanti e simili.

La fobia collettiva per la  pandemia influenzale  ha effettivamente rimbecillito la polis. Come gli americani anni fa, che spinti  dai mass-media verso la paranoia per l’attacco terroristico all’antrace, compravano su internet mini-rifugi antiatomici e anti-guerra chimica insieme a carne in scatola per 3 anni.

Adesso non è molto diverso: c’è sempre qualcuno che  sulle paure altrui ci fa i quattrini.

Guardate come i sapienti strateghi del marketing riescono a trarre vantaggio dalle umane fobie, dando nuove interpretazioni anche ai gesti più semplici del quotidiano.

Avete visto per esempio la nuova campagna  della Neutromed?

Neutromed pH 5.5 è quel comune sapone liquido che  conosciamo tutti da anni. Che c’è di nuovo?

C’è che in tempo di pandemia, lavarsi le mani non è un gesto innocente che compiamo sin da bambini come normale precauzione igienica. E no.

Diventa lo scudo protettivo che ti salva la vita, e impedisce oscuri contagi, contaminazioni, diffusioni nella tua città: il nemico si annida ovunque, nella stretta di mano, nelle stazioni, negli autobus, negli oggetti condivisi.

Virus e batteri non sono corpuscoli normalmente presenti in natura, con cui il tuo sistema immunitario fa i conti regolamente da sempre.

No. Sono manifestazioni infernali che necessitano di gesti altamente mirati e chimicamente appropriati, da compiere con  orrore  patema e perizia.

Non è solo “lavarsi le mani”: è impedire il CONTAGIO!

neutromedIl claim della nuova campagna:

Prevenire virus e batteri con delicatezza?* Semplice come lavarsi le mani. Con Neutromed.

 

(*In condizioni igieniche normali, lavarsi le mani aiuta a ridurre la diffusione di virus e batteri.)

Lo sappiamo tutti che lavarsi le mani è importante, e anche piacevole. Ma se non ne facessimo un caso di stato,  e non diffondessimo in maniera sottile il panico da CONTAGIO, saremmo più felici tutti.

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[ Vi ricordate  cosa succedeva da piccoli:

"Carletto vieni a tavola, ti sei lavato le mani...?"

"Si mamma..."

Due volte su tre era una balla. Ah, che bei tempi, quando si poteva giocare fino all'ultimo e arrivare a tavola un po' zozzi. Mia madre faceva sempre il controllo qualità certificato ISO 9001 dei palmi delle mani, ma talvolta riuscivo comunque a fregarla. E' un diritto sacrosanto di ogni bambino arrivare qualche volta a tavola con le mani  sporche o sciacquaticce. E allora?]

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Ricordo a chi dovesse fare uso compulsivo di gel anti-batterico  un fatto importante:

ABBIAMO UN SISTEMA IMMUNITARIO.

Ne sono sicura perchè mi ricordo una lezione  di scienze imparata in 4° elementare.

La domanda è:

perché vogliamo per forza vivere come fossimo in regime di aplasia midollare in una camera asettica ospedaliera?

Che sia uno sporco mondo lo so anch’io, ma non per  colpa dei  batteri: piuttosto per i sistemi di persuasione di massa che si fanno sempre più frequenti, sottili ma invadenti, e mutano la nostra percezione delle cose piano piano, a poco a poco….. Tutti parlano di vaccini. Nessuno parla più del sistema immunitario e delle capacità reattive dell’organismo, ci avete fatto caso?

Eppure in normali condizioni, il nostro sistema immunitario è in grado di far fuori virus e batteri tranquillamente.

Abbiamo i macrofagi, i linfociti, i mastociti, i Natural Killers….

Sono i nostri eroi silenziosi, dovremmo ringraziare il  dio creatore per il miracolo quotidiano del nostro corpo, prima di ingrassare le industrie farmaceutiche e i Venditori di Candeggina (in tutte le loro sotto e sovra-specie industriali): somigliano sempre più ai venditori di Pozione  per la Guarigione Istantanea presente in molti  film western.

Certo che ce la laviamo le mani, ma non me ne andrò in giro con le salviette antibatteriche e non mi sentirò in imbarazzo nel toccare le persone o nel baciarle, o nel vivere la mia città in modo promiscuo.

Vi lascio con questo cartone sul sistema immunitario,  pensate che il Presidente  in persona compare al min. 2:09 !!  io sono quella che dà l’allarme e aiuta i macrofagi in pericolo…  sono una CELLULA AIUTANTE -T…. si, lo so una piccola parte, per carità niente di che, una mia vanità per racimolare ulteriori consensi elettorali… però mi sono divertita e ho conosciuto tanta gente fantastica sul set!  … :D :D

Cattivissimi i Killer-T assetati di sangue, e magnifici i soppressori -T  che evitano l’autodistruzione del sistema in un momento altamente eroico e commovente 3:25

Ricordate cari naufraghi:  EVERY TIME YOU TOUCH SOMETHING….SOMEONE EXISTS!

Non vorrete certo  privarvi di questa ebbrezza con un vaccino all’ultima moda o una banale saponetta antibatterica.

Franceschini vuole una DONNA

Segnalati

pd

Queste primarie  Piddì mi hanno annoiato come poche cose nella vita.

Franceschini ci fa addirittura l’Offerta Speciale Iperpan: 2 x 1!

se vince mette due Vice, uno se l’è già scelto e l’altro è “una donna”.

Così, generico.

Una che sia una, chiunque sia va bene [tanto non la facciamo parlare, la mettiamo solo in vetrina].

Dunque diamogliela questa donna a Franceschini!

Ormai  sembra salito sull’albero di felliniana memoria ad urlare VOGLIO UNA DONNAAAAAA

Tra corsa alla poltrona, ambizioni personali, militanti dell’Opus Dei che sbucano fuori a sorpresa,

mi sembra che il PD sia uno zoo parecchio vivace.

Non gli metterei in mano nemmeno una riunione di condominio, figuriamoci le sorti del Paese.

Vabbè, comunque non stiamo qui a parlare senza far nulla, tiriamo giù Franceschini dall’albero, dai….

Federico Fellini, Amarcord (1973)