Cari apocalittici e integrati,
il vostro Presidente ha letto quanto segue, e sta facendo una seria analisi della propria vita….
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“La razza umana non è altro che un gregge di pecore.
Un ristretto gruppo ai vertici degli imperi religiosi, finanziari, politici ed economici tramanda una certa versione della VERITA’, che tutti gli altri devono accettare.
Ma ad essere onesti, non è che l’umanità si faccia in quattro alla ricerca di una verità alternativa. Come razza abbiamo sviluppato una mente pigra.
Non è un caso che la parola IGNORANZA sia un’estensione della parola IGNORARE. Non facciamo altro che ignorare, quindi è giusto dire che siamo ignoranti.
Una volta che avete condizionato a dovere una generazione, poi, condizionare quella successiva è facilissimo.
Avrete infatti a disposizione una schiera di genitori programmati adeguatamente per condizionare la prole nel modo che volete, e figli pronti ad accettare senza condizioni una certa visione della vita.
Ma non è che questi genitori siano cattive persone. Loro si comportano nel modo che reputano migliore per i loro figli.
Ma l’effetto è il medesimo: una generazione “programmata” aiuta a programmare quella successiva, perché non viene rispettato il fondamentale diritto di ognuno di essere se stesso.
La gente generalmente non si pone queste domande fondamentali:
Perché?
Perché dobbiamo per forza fare così?
Perché siamo convinti di questo o di quello?
E invece il “perché” è un punto fondamentale dell’evoluzione. Un’amica mi ha raccontato una storia che conferma come questo sia vero.
Una sera preparava la cena, e con un coltello tagliava via gli angoli da tutte le fette di prosciutto.
“Perché lo fai?” chiese il marito
“Non lo so – mia madre ha sempre fatto così”
“Ma perché tua madre taglia via tutto quel prosciutto?”
“ E che ne so? Lei la fa così, che importa…”
“Chiama tua madre, voglio sapere perché lo fa, voglio sapere perché taglia gli angoli del prosciutto”
Allora chiamò la madre, e la risposta che ne ebbe fu molto semplice:
“Beh, faccio così perché a casa non mi ritrovo mai un tegame largo abbastanza….”
Se la mia amica non avesse chiesto PERCHE’, avrebbe continuato a tagliare angoli di prosciutto per sempre, e avrebbe insegnato lo stesso ai suoi figli.
Ecco come ogni generazione viene manipolata da quella precedente, cioè da genitori, insegnanti e mezzi di comunicazione:
perché nessuno si prende la briga di chiedere PERCHE’. E questa mentalità fornisce alle elite dominanti un sistema molto potente di controllo sul mondo. E’ quella che io chiamo ZONA DI COMFORT.
Ogni dogma, sistema di credenze, cultura e società costituisce una “ZONA DI COMFORT”.
Funziona così:
- si definiscono limiti di un certo pensiero, visione o comportamento accettabile
- chiunque si discosti da questi limiti ben definiti viene immediatamente o ridicolizzato (“è un pazzo”) oppure condannato (“è una cattiva persona”).
La maggior parte della gente sta dentro i limiti della ZONA DI COMFORT perché è disperatamente convinta che questo sia il modo in cui si DEVE vivere.
In realtà però ci sono moltissime persone che si accorgono di come questi limiti siano stupidi:
tuttavia la paura di apparire ridicoli o di subire una condanna li spinge a tenere la bocca chiusa e la testa bassa.
Ciò significa che grandi fette di umanità stanno vivendo nella menzogna, nella negazione di ciò che davvero pensano.
Si sono costruiti una maschera.
Di loro non vedrete realmente come sono, ma la maschera che hanno deciso di portare. Quella maschera consente loro di muoversi nel mondo senza avere la paura di essere messi in ridicolo o condannate per il loro modo di pensare.
Questo stato di negazione mentale è all’origine di tutte le malattie emozionali e fisiche, mancanza di autorealizzazione, difficoltà a trovare il senso della propria esistenza, depressione, suicidio.
“O mio dio, che penserà di me la mia famiglia? O mio dio, che penseranno di me i miei colleghi di lavoro? O mio dio, che penseranno i ragazzi giù al bar? Penseranno tutti che sono impazzito, o mio dio!”
Vuoi essere libero? Piantala di vivere nella menzogna. Piantala di negare te stesso.
Tu sei un aspetto UNICO di tutto ciò che esiste. E di questo puoi solo essere felice.
Non esiste nient’altro in tutta la creazione che sia uguale a te. Sei speciale, ognuno di noi è ugualmente speciale. Ma invece di esserne fieri e contenti, abbiamo trasformato l’essere diversi e speciali in qualcosa da temere.
O mio dio!
Abbiamo paura di essere noi stessi, e siamo a disagio se qualcuno affianco a noi varca la soglia della ZONA DI COMFORT ed esprime la sua unicità.
Perché quando lo fa, quando qualcuno tende alla propria libertà mentale ed emozionale, mette in luce ancora di più la nostra prigione mentale ed emozionale. Alla gente questo non piace e allora reagisce di conseguenza.
“E’ matto” oppure “Quella è una poco di buono”, ecco cosa si dice di chi smette di essere un clone programmato. E con la parola “matto, poco di buono”, in realtà si intende dire “diverso”.
La gente non riesce ad avere a che fare con chi è “diverso”.
Anche nel parlare, noi usiamo parole come “la gente comune” oppure “l’uomo, la donna della strada”, abbiamo cioè la convinzione che la massa sia “ordinaria”, che solo pochi siano”stra-ordinari” e non andranno da nessuna parte nella vita.
Non c’è un singolo uomo donna o bambino che sia uguale all’altro nella faccia della terra, eppure noi insistiamo a parlare di “gente comune, ordinaria”.
Ma queste sono soltanto persone condizionate, sono attori sul palcoscenico.
Pensate ora cosa comporta in larga scala la paura di ESSERE SE STESSI.
Se diamo via le nostre menti, se permettiamo ad altri di controllare che cosa pensare e fare, se diamo via la nostra unicità, stiamo dando il controllo del mondo ad un ristretto numero di persone che deciderà a piacimento i confini della ZONA DI COMFORT.
Chi decide questo, decide fondamentalmente quando e in che modo miliardi di persone dovranno sentirsi spaventati dall’oltrepassare quei limiti.
Allora è il caso che ci facciamo coraggio insieme, perché ormai le conseguenze del tenere la bocca chiusa stanno diventando peggiori di ciò che può succederci uscendo dal gregge.
Che ci è successo, per l’amor del cielo? Abbiamo raggiunto la schizofrenia di massa nell’essere prigionieri di questi limiti.
Fino a che non rispetteremo noi stessi, e il diritto di chiunque a fare altrettanto, liberi da imposizioni e obbligo di omologazione, rimarremmo prigionieri di noi stessi.
La scelta, come sempre, è unicamente nostra.”
(D. Icke, I am me, I am free. The robots’ guide to freedom, 1997)
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Sono d’accordo, viviamo in gran parte nella ZONA DI COMFORT: fatta di pregiudizi, sistemi di valori imposti da altri, scarsa elasticità mentale, paura del nuovo, del diverso, della punizione divina….E i confini sono spesso decisi da altri, famiglia e contesto sociale, ambiente di lavoro, precetti religiosi, comportamenti ormai acquisiti automaticamente che non mettiamo in discussione, ma che negano noi stessi.
C’è chi è schiavo del senso di colpa istigato dalla propria religione salvifica;
chi violenta se stesso perché teme l’opinione della gente;
chi tiene in piedi un matrimonio di facciata, mentre la sua anima vorrebbe essere altrove o con qualcun’altro/a;
c’è chi trova immorale che due uomini si amino solo perché a lui non accade;
c’è chi pensa che gli alieni non possano esistere solo perché non li ha mai visti;
c’è anche chi va in palestra e trovandosi a disposizione 15 armadietti vuoti negli spogliatoi, sceglie quello che ha scelto ieri, e il giorno prima ancora, così…. per non cambiare.
Esistono tante zone di comfort.
Ma io direi che esiste anche una “twilight zone” intermedia, dove le persone cominciano a costruire lentamente una vita diversa, e si preparano al grande salto verso la libertà.
Io faccio frequenti missioni esplorative fuori dai confini, portandomi dietro bussola e provviste, e rientrando nella zona di comfort prima del tramonto. Cerco sempre di rientrare, in un modo o nell’altro. Troppa libertà mi disorienta, il giudizio degli altri potrebbe inibirmi, i miei valori etici corrispondono a principi appresi attorno a me, ed è dura valicarli senza sensi di colpa. Sono meccanismi molto, troppo radicati in noi.
Però è meglio di niente.
Credo che le cose possano farsi per gradi, iniziando a coltivare attorno a noi un piccolo mondo libero da schemi.
Ci vuole allenamento per diventare se stessi. Molto allenamento.
E la paura, i sensi di colpa sono sempre in agguato. I giudizi degli altri possono essere capaci di bloccarci del tutto.
Sto facendo un’analisi di tutto ciò che è la mia vita oggi.
Sto cercando di capire chi controlla i confini della mia ZONA; chi sono i miei carcerieri maledetti, come sviarli o farli fuori del tutto.
E se li affrontassi? Se gli dicessi cosa penso di loro, se dicessi ME NE VADO?
Svanirebbero come fantasmi, perchè questo sono: fantasmi della mia mente, con potere reale- ahimè – nella mia vita. Ma hanno solo il potere che io gli dò…. E se me lo riprendessi? con calma, chiarezza, ironia e stile?
Cittadini, ho in mente di cambiare un po’ di cose. Questo libro mi ha motivato.
Voglio avere il coraggio di andare fino in fondo, e non essere nient’altro che ME. Perché poi, a pensarci bene………………… che cosa abbiamo da perdere?














59 risposte finora ↓
estrelia14 // 1 Luglio 2009 a 02:16
Cara Marcy…..
Allora siamo in due
Tu lo sai quanto sia vulcanica e battagliera… lo sono sempre stata, quanto non mi sia mai fatta prevadere dai pregiudizi altrui… ho sempre vissuto una vita a 360 ° …rispettando ogni forma umana…
ma ho anche dei valori e delle regole che mi hanno dogmata su certi aspetti….. e parlo di valori che si sono costituiti su quelli di generazioni precedenti della mia famiglia…
Poi un giorno …. qualcosa è cambiato… limando alcuni aspetti e mutando piccole parti di quei valori..secondo un mio personale stile di vita…. che non impongo a nessuno di condividere ma che almeno deve essere rispettato
ma sono ancora sulla conoscenza di me stessa….:P
Ps. ma la twilight zone comprende anche il vampiro hihihihiihi?????? Lo sai sono insaziabile con determinate forme di bellezze maschili…hihihihihi
PS …Marcy…Francesco Uella ….aprite le orecchie e tenetevi pronti a saltare:
HO VINTO ….. la dirigente scolastica è stata destituita dal suo incarico
MIO figlio per ora è salvo (poi controlleremo i successori)
Allora….
l’insegnate di sostegno ha dato le dimissioni ufficiali, la dirigente destitutita dall’incarico e l’operatore OSA trasferito….
La scuola si è beccata denunce e diffide …
Allora ….. festeggiamo????????’
Un abbraccio e grazieeeeeeeeeee …. soprattutto un abbraccio a Francesco …
)
(grande architetto
PSSS…. chi è quel tugurio che sostituisce Miguel????? okokok stasera non si festeggia hihihihihi
Presidente di BananasRepublik // 1 Luglio 2009 a 02:25
ecco la mia Estrelia
eccola la mia paladina indomita lievitatrice di angeliche rustiche che prende a calci le zone di comfort e soprattutto: i dirigenti scolastici! evvvai!!
io penso che al contrario di tanti genitori” programmati”, tu stia insegnando ai tuoi figli a costruirsi una bella casetta fuori dai limiti!
Appena passo le barricate, nella FREE ZONE, vengo subito a trovarti…!
Diemme // 1 Luglio 2009 a 08:35
Tornerò sulle idee preconcette, sul “si fa così perché si è sempre fatto così”, “sono le regole”, “e la legge”.
Un pensiero critico, un chiedersi perché, potrebbe portare più spesso di quanto non si creda a capire che una regola nata in un contesto (magari perché la teglia è troppo piccola… ) è assolutamente inadeguata a un altro.
Buona giornata a tutti i naufraghi!
Giulio GMDB© // 1 Luglio 2009 a 08:58
Leggendo Icke non posso che concordare su parecchie cose che dice ma credo che anche lui esageri un po’. Certo, l’esempio del prosciutto è demenziale, quelli sono sicuramente i comportamenti da pecora da evitare.
E’ giusto essere unici, è giusto pensare con la propria testa e non aver paura di essere diversi… Però non è vero che non esistono limiti. Se tutti quanti ci comportassimo veramente senza alcuna regola sociale sarebbe il caos. Perchè non tutto è buono, positivo… Ricordiamoci innanzitutto che in una società la nostra libertà finisce dove comincia quella del nostro vicino. E questo, almeno nel breve estratto di Icke che hai pubblicato, Icke non lo dice.
Perchè c’è una differenza fra l’essere eccentrico (cioè non rispettare tutti gli schemi programmati) ed essere matto… anche se il giudizio degli altri ovviamente varierà da cultura a cultura: nei paesi più “open minded” sarà più facile venir considerati eccentrici, mentre in quelli più repressivi (non parlo solo del Medio Oriente ma anche di molti stati degli Usa tanto per fare un esempio) sarà più probabile venir considerati matti e di conseguenza repressi o banditi…
Quindi una twilight zone penso sia il miglior compromesso per vivere più liberamente la nostra unicità pur senza risultare qualcosa di troppo strano ai nostri vicini.
E’ comunque un argomento molto vasto: sarebbe bello meditarci un po’ su sotto le palme di Bananas distesi sulla spiaggia in compagnia piuttosto che a distanza (e soprattutto da un PC al chiuso mentre fuori è una giornata bellissima… )
sullerive // 1 Luglio 2009 a 09:21
Lancio una piccola provocazione (è una provocazione anche per me stesso) : Siamo poi sicuri di essere così originali e così diversi gli uni dagli altri?
Non è che le nostre particolarità, che tendiamo a nascondere in certi momenti, ad esaltare in altri, fanno parte anche esse della “zona di comfort”? (credo che userò questo termine e questi argomenti per provare a sedurre alcune donne).
Non è che poi, gratta gratta, siamo tutti uguali e banali?
Presidente di BananasRepublik // 1 Luglio 2009 a 15:50
@ DIEMME:
più conosco il mondo, per quel poco che riesco, e più mi rendo conto di come siamo nel bene o nel male, “prodotti culturali”. Come dici tu, le regole si fanno e si disfano proprio a seconda dei contesti, e trapiantate in certi ambienti risultano assolutamente inadatte.
@Giulio:
certo, sono d’accordo, una società ha bisogno di regole e di diritti sanciti. Purtroppo però moltissime consuetudini vengono seguite senza senso critico, o senza che siano necessarie alla pace sociale. Classico esempio, la sfera della sessualità. Io dico che tra adulti consenzienti, tutto dovrebbe essere ammesso. Ma vai tu a spiegarlo a Ratzinger, io sono stufa di parlarci…. L’esempio del prosciutto sarà demenziale; ma guarda che io davvero ho conosciuto ragazze che facevano l’amore a metà per non dispiacere a Gesù. Con tutto il rispetto per la fede altrui: ma siamo manipolati a questo punto, nelle persone vengono creati “carcerieri mentali” che hanno un potere enorme sui comportamenti.
@sullarive:
ecco, hai centrato la domanda chiave.
Ma per sapere se siamo così unici e speciali, dobbiamo sperimentarlo. una volta che abbiamo la possibilità di essere noi stessi, solo allora riusciremo a capire le caratteristiche della nostra specie e le peculiarità dei singoli.
Dobbiamo razzolare un po’ allo stato brado, per capire chi siamo…!
Si, fa parte della zona di comfort anche mostrarsi “originali e anti-conformisti” ad hoc in certe occasioni, e poi rientrare nei ranghi in altre… TUTTI hanno la zona di comfort, si tratta solo di vedere quanto è estesa e quanto siano flessibili i nostri carcerieri mentali.
Io chiamo questo ” fare incursioni oltre i limiti e poi tornare prima del coprifuoco”. E’ così che mi sento talvolta….Non abbiatemene, non ho il fegato che ebbe David Icke.
Lo sapete che subì la gogna mediatica in Inghilterra negli anni ‘90 in seguito ad una intervista con la BBC….eppure andò avanti. Beato lui, fegato da vendere!
miguel4u // 1 Luglio 2009 a 16:02
E adesso…. cocktails per tutti
http://www.giovanidelsud.it/admin/imagesNews/cocktail1.jpg
uela // 1 Luglio 2009 a 20:54
@estrelia.
complimenti. ottima, splendida notiziaaa. fantastico. Festeggiamo alla grande, io porto il pesce appena pescato e lo arrostiamo in spiaggia.
Hey Miguel, guarda che io ormai sono astemia da 9 mesi.
p.s Estrelia, Orlando scappa con me col pedalo`.eheheh
p.s 2 …….il mio nome e` con Una L . Uela…..
la prossima volta non ti perdonero` !!! (scherzo)
@sullerive.
Se fossimo tutti uguali e banali allora non saremo qui.
Siamo una minima parte di un universo immenso,
e nell’universo non c’e` nulla di inutile, noioso o banale. e inoltre l’universo non si ripete. Ha tutto in stretta connessione ma non si ripete mai.
Quindi se esisti significa che sei unico e speciale, altrimenti non esisteresti. Semplice.
@ tutti.
Uno dei miei libri preferiti riguardo l’analisi interiore e` : conosci te stesso? cerchio firenze 77.
Oppure, magari piu` leggero : il potere di adesso Eackhart Tolle.
Ve li consiglio di tutto cuore.
Icke dice :una generazione “programmata” aiuta a programmare quella successiva,
Ecco perche` non voglio figli.
Io detesto le regole, gli ordini e i controlli. Detesto quando in una stazione in Uk ti controllano il biglietto 100 volte. Non controllano i biglietti solo in treno come succede in Italia, li controllano anche prima di salirci, e anche quando scendi.
Pur sapendo che il biglietto si puo` comprare in treno.
Una volta ho chiesto : perche` me lo dovete richiedere se ho il biglietto, se me l’hanno gia` controllato in treno?
Perche` devo mostrarvelo ?
Quando mi sono sentita dire : “perche` lo fanno tutti gli altri quindi devi farlo anche tu”
Sono rimasta quasi 1ora a parlarci, cercando di dimostrargli che era una cosa inutile, e che doveva darmi una buona motivazione.
Insomma alla fine gli ho mostrato appositamente un biglietto scaduto e non si e` accorto di nulla. Cosi` sono tornata indietro e gli ho spiegato chiaramente che era uno stupido controllo inutile.
Alla fine ha dovuto darmi ragione.
balibar // 1 Luglio 2009 a 21:09
Il punto focale del post, al di là delle teorie di Icke, sembra essere : cosa ci impedisce di essere noi stessi?
Ne ho già scritto da qualcuno ma qui mi ripeto. Ho grosse difficoltà a capire cosa vuol dire essere se stessi.
Per gioco ho creato la teoria di Robinson Crusoe. Il personaggio, prima dell’arrivo di Venerdì, aveva come riferimento solo se stesso e, non esistendo condizionamento sociale alcuno, poteva esprimersi liberamente. Immagino che poco gli importasse di essere nudo o vestito (a parte le questioni di clima), coi capelli lunghi o tagliati, depilato o meno. Godeva di estrema libertà, ma a cosa gli serviva.
Quando diciamo che l’importante è sentirsi bene con se stessi, penso che voglia dire stare bene rispetto a come siamo in mezzo agli altri.
Siamo per fortuna animali sociali.
Quindi in parte siamo il risultato del nostro confronto col prossimo. Abbiamo, solitamente, bisogno di riconoscerci ed essere riconosciuti dagli altri.
Poi siamo, naturalmente, frutto dell’educazione ricevuta, di qualsiasi cosa ci abbia lasciato un segno dentro (anche se non ne siamo consapevoli), forse delle tracce di vite precedenti nostre o sconosciute.
Quindi l’unico modo di scoprire chi sono è chiedermi davanti ad un evento “mi piace/non mi piace”, “mi fa star bene/mi fa star male”, fisicamente ed emotivamente, in maniera molto arcaica. (la mia teoria sul Piacere te la racconterò un’altra volta se non ti sembrerò troppo noioso).
Eccerto che far seguire alle sensazioni un perché, non può che farci crescere.
Ma questo è anche il punto più debole, dove è più facile inserire un virus, ovvero trovare qualcuno che ti dice esattamente cosa è bene che tu pensi, creda, provi.
Questa manipolazione è una peculiarità di chi detiene il potere, di chiunque voglia esercitare un qualsiasi potere.
Sapessi quanti pseudo-Maestri ho incontrato che in realtà erano solo manipolatori di anime.
I deterrenti sono sempre i soliti, partendo dalla clava, la spada, l’inferno ed il paradiso o, in tempi più recenti, i metodi più sottilmente mediatici.
La punizione per chi è troppo discolo? Ovviamente la perdita della propria socialità, in altre parole l’emarginazione, la solitudine. Brutto spettro, eh?
Ma saremmo veramente soli?
Io so di avere in me molti condizionamenti, alcuni provo a superarli, altri li accetto sapendo che sono tali ma che non ce la faccio a sconfiggere (o forse mi stanno anche bene).
Comunque, zaino in spalla…
@Uela : grazie delle indicazioni librarie (e del contenuto dei tuoi commenti). Cercherò d’imparare qualcosa di nuovo
rosigna // 1 Luglio 2009 a 21:44
ciao Marcy, come sempre i tuoi post sono fantastici!! Mi fanno sempre riflettere su cose che reputo ovvie, ma che in fondo tanto ovvie non sono.
Io penso che la liberta’ di ogni persona finisce dove comincia quello degli altri … e che non necessariamente bisogna mostrarsi originali a tutti i costi: perche’ potrebbe anche essere che la mia originalita’ sta nella mia normalita’.
Ritengo che un modo di fare completamente sbagliato dei giorni d’oggi sia quello di seguire troppo le mode, soprattutto quelle decisamente piu’ stravaganti, come se stravaganza fosse necessariamente sinonimo di originalita’ … senza pensare che non appena si decide di ubbidire ad essa, ci si sta nuovamente conformando a qualcosa o a qualcuno.
Presidente di BananasRepublik // 1 Luglio 2009 a 22:55
@ Uela:
non mi stupisce, visto che lo UK è la patria numero UNO del grande fratello orwelliano!
@ balibar:
Il tuo reply è un universo prezioso di considerazioni; tra le tante cose importanti che hai detto, questa è secondo me una chiave fondamentale
“far seguire alle sensazioni un perché, non può che farci crescere. Ma questo è anche il punto più debole, dove è più facile inserire un virus, ovvero trovare qualcuno che ti dice esattamente cosa è bene che tu pensi, creda, provi.”
@ rosy: ciao e ben riletta!
assolutamente d’accordo, “potrebbe anche essere che la mia originalita’ sta nella mia normalita’.”
Il tuo essere ciò che sei, se per te rispecchia profondamente te stessa, è la tua libertà.
Noi da fuori non possiamo giudicare. Questo è il punto.
Quando incontro un punk per strada con i capelli verdi, non so se lui si senta profondamente così, o se ha i capelli verdi perchè vuole attirare l’attenzione, e così placare la sua esigenza di comfort attraverso la stravaganza.
Non posso giudicare.
L’importante è che lui lo sappia.
Però quando di punk inizio a incontrarne 150 in due ore, mi puzza di zona di comfort.
Io posso solo analizzare me stessa.
E capire quante cose faccio “per me” e quante invece perchè ho timore degli altri…..
estrelia14 // 1 Luglio 2009 a 22:57
@ uelllllllllllllllllllllllla
ahahahahahha
Ottima l’idea del pesce…ma per favore nella mia twilight zone non voglio quel tugurio che sostituisce miguel …io segueo la moda stravagante (battutina per la mia rosigna ) voglio solo uomini giovani e belli freschi…hihihhihi
Ps..l’ho consumato Orlando quindi fai pure….lui noterà la differenza e tornerà da me hihihihihi
Pss. lo so che sei Uela ma io ti scrivo Uella perchè tu devi immaginare il suono del mio accento napoletano…. noi raddoppiamo sempre le consonanti hihihiihih:P
NB. si Nota che sto fusa ??????
Presidente di BananasRepublik // 1 Luglio 2009 a 23:00
…no tranquilla, ancora non si nota troppo e sembri avere una parvenza di”normalità”. Ma non se se questo sia un complimento per una come te….
Fra Puccino // 2 Luglio 2009 a 00:08
Mammia quante cose da dire.
Mi verrebbe anzitutto da ricordare quell’esperimento in cui veniva fatto vedere ad una cavia e ad alcuni “complici” una persona vestita di blu. Dopo, l’esaminatore chiedeva ai presenti di che colore fosse il vestito, e tutti i complici rispondevano rosso. All’inizio il volontario resisteva a rispondere blu, ma dopo un po’ pare che il 90% cedesse e, pur ricordando bene l’immagine, si conformasse alla massa.
E’ il potere del conformismo. Non servono poteri esterni ad imporcelo, è proprio innato nella mente umana.
Poi una domanda
@ uela: non capisco però perché non vuoi avere figli?! Non avresti voglia di crescere una persona con i TUOI valori, se sono diversi da quelli prevalenti?
Presidente di BananasRepublik // 2 Luglio 2009 a 00:28
….beh riguardo quest’ultima domanda, Frappy:
visto che anche io la penso come Uela, ti rispondo: NO.
Perchè i miei valori sono valori costruiti sulla mia esperienza e percezione del mondo, e non ami prenderei facilmente il compito di doverli trasmettere.
NOn saprei esattamente cosa trasmettere, in realtà.
Considera poi che sono totalmente contraria ad es. alle vaccinazioni (obbligatorie!) e al sistema dell’istruzione scolastica, che trasmette autentiche menzogne (Colombo scoprì l’america??? Nessuno spiega dove prese quelle mappe dettagliatissime…..) : insomma un figlio come me uscirebbe pazzo! O forse ci uscirei io per prima!
estrelia14 // 2 Luglio 2009 a 00:38
@ Marcy …..
Normale io ???? nono …..
Mio marito dice che sono un pacco napoletano…..cioè apparentemente conformista ma vulcanicamente liberale secondo le mie idee..che per lui sono folli…
(parla lui ……….. lui è un papi hihihi)
Ps. i miei figli non sono vaccinati …hihihi

non sono pazza ma considero il fatto che se tutti lo sono i miei sono immuni dalle malattie
(va beh ne ho viste tante di bambini sani diventati disabili per una vaccinazione)
e la scuola….. beh già sai come la penso….
In due parole se passi due giorni a Napoli a casa mia con i miei figli vampiri, che di notte vagano per casa …… confermeresti il tuo pensiero….
messier // 2 Luglio 2009 a 03:03
go go go !
Presidente di BananasRepublik // 2 Luglio 2009 a 13:25
@ Messier:
I will!
@ Estrelia:
no, tu adesso mi devi spiegare come hai fatto a evitarti le vaccinazioni obbligatorie!!!!! Non te le richiedono anche a scuola?
estrelia14 // 2 Luglio 2009 a 15:09
@ Marcy
ehehehheheh….
Con Vincenzo ho la scusa delle convulsioni …
Con Francesco…..beh a scuola lo sai mi temono…quindi si mettono paura di chiedermi i certificati hihihihihih:P
Comunque mia madre dice che sono una sconsiderata ….ma l’anno scorso una figlia di una mia amica ha perso la vita per il vaccino alla meningite…

dicono che sono sintetici..ma non è proprio così… pensa che alcuni sono trattati con il mercurio (ho indagato anche con l’asl) e poi non coprono manco al 50 % …
quindi ..io li ritengo inutili…
Ora scappo c’è una sorpresa in arrivo fra 5 ore a Napoli e sono tutta euforica…. poi ti racconto….:)
lagiraffa // 2 Luglio 2009 a 15:54
Prima o poi, quella domanda, “perchè?”, arriva..per quanto mi riguarda, è arrivata da qualche tempo e, con molto allenamento, molta forza di volontà e parecchia ironia (aiuta, anche nei casi più difficili!) sto provando ad eliminare quel fastidioso senso di colpa che ci portiamo (o mi porto solo io) dalla nascita, per non essere come gli altri mi vorrebbero, come gli altri si aspettano, come gli altri mi hanno programmato ma essere semplicemente come mi va, come sento. Non abbiamo niente da perdere
Presidente di BananasRepublik // 2 Luglio 2009 a 16:52
…si Giraffa, il SENSO DI COLPA è un classico carceriere che tutti noi dalla nascita ci portiamo dietro. Poi arriva il giorno in cui capisci che sbarazzandotene, il cielo non cade.
si tratta a volta di riuscire ad essere un po’…EGOISTI. Parola difficile, perchè ritenuta negativa la maggior parte delle volte. in realtà, riuscire ad essre “egoisti” è una delle cose più rare e difficili da ottenere………..se davvero lo fossimo, se davvero badassimo a NOI STESSi nel senso nobile del termine, il mondo ne uscirebbe complessivamente molto migliorato!
@ Estrelia:
mi trovi perfettamente d’accordo. E su quello che mettono dentro i vaccini, è meglio che io non parli…….ma basta già quello che dici tu!
stellasolitaria // 2 Luglio 2009 a 19:25
Un ciao grandissimo al presidente e a tutti voi.
Quando ero piccola e mio padre mi diceva: fai cosi, io gli chiedevo: perchè? e lui mi rispondeva: x’ si, o perchè lo dico io. E io non lo facevo, e classicamente giù botte. E io niente. Ero piccola. Ero bambina. Oggi sono donna. E a chi mi dice: x’ si, o perchè lo dico io, io rispondo: fattelo.
Se chiedo un perchè voglio una risposta, motivata, pensata, ragionata. Non accetto risposte come quelle che mi dava mia padre quando ero piccola. Ero piccola non deficente.
Io credo nelle regole, perchè creano ordine, permettono la convivenza, stabiliscono i propri spazi. Sono una ribelle nata, sono ribelle dentro anche se rispetto tutte le regole in modo ligio (velocità a parte, ma non si puo’ essere perfetti)
La mia vita mi piace. Lotto da quando sono piccola. Non mollo. Sorrido sempre, anche se non è rosa e fiori come sembra, ma mi piace.
Mi piacerebbe avere un figlio e spiegargli x’ dovrebbe fare una certa cosa. Vorrei trasmettergli l’amore per se stesso e farlo crescere senza sensi di colpa come mia mamma ha fatto con me. Vorrei prenderle la manina e condurla attraverso gli anni della sua vita, e sorridere nel vederla cadere e poi rialzarsi. Vorrei prenderla e portarla in montagna con me, in giro per il mondo e farle capire che siamo tutti uguali. Vorrei farle capire che è nata per amore, non di sua madre e di suo padre, ma del dio in cui credo. Ecco perchè vorrei una piccola grande stellla.
Presidente di BananasRepublik // 2 Luglio 2009 a 22:19
Grande Stella!
Comunque è tipico di quella generazione di genitori rispondere “perchè lo dico io…!” Autorità senza condizioni.
Lì comincia la nostra prima esperienza con i nostri carcerieri.
In fondo, Icke non ha torto quando dice che i genitori sono i primi custodi e prosecutori del sistema-mondo….
Poi ci sono genitori e genitori, certo…
Fra Puccino // 2 Luglio 2009 a 22:27
I miei genitori erano così permissivi che una volta che avevo portato a casa la fidanzatina , e mia mamma si era sentita in obbligo di imporre qualche regola, aveva cominciato: “E, mi raccomando, tornate a… a… ad un orario…. consono alle sua età”. Imporre un orario di rientro era talmente contrario al nostro modo di vivere che proprio non le riusciva.
Figli: a me dispiace quando qualcuno dice che non vuole averne; d’altronde per me è un nervo scoperto, è forse il motivo principale per cui il mio matrimonio ha fatto crack (io volevo lei no).
Diciamo che io e President abbiamo due grandi punti di divergenza: questo è uno, il votare/non votare è un altro.
Potremmo discuterne a lungo, ma preferisco dire, come il Ringo della canzone di Celentano
“restiamo amici per favore”
(del buono aveva nel suo cuore)
Presidente di BananasRepublik // 2 Luglio 2009 a 22:39
…eh Frappy, rassegnamoci ad una grande amicizia, perchè tra me e te non funzionerebbe, sarebbe crisi ad ogni crisi di governo (in italia molto frequente)
A meno che l’amore che abbiamo per i gatti non riesca a fare da colla nei momenti NO….
Ma poi sai, sul fatto di non avere figli, ti dico che io sono in realtà elastica. Per ora sento comunque che è presto. In futuro non so. Sono possibilista.
Laffen invece esclude assolutamente la cosa, porprio non ne desidera.
Mia madre dice che comunque “i figli capitano…..”
Vedremo che succederà. Ho ancora un po’ di tempo per pensarci.
sullerive // 2 Luglio 2009 a 22:46
ah io vorrei contaminare il mondo con i miei piccoli adepti!
sullerive // 2 Luglio 2009 a 22:47
e sono perfettamente d’accordo con tua madre
Presidente di BananasRepublik // 2 Luglio 2009 a 23:19
però…. un sacco di maschietti pronti ad allevare mostriciattoli……
che bello, mi fa piacere, è una bella cosa da sentire
Fra Puccino // 2 Luglio 2009 a 23:33
Beh, ma ormai il non voler avere figli secondo me è più una cosa femminile, che non maschile…
Dici che tra noi 2 non funzionerebbe, Presidente? Mmh, allora chi mi resta come cape di stato, vediamo…. la Kirchner o la Merkel… Sarei per la prima, ma chi ce li ha i soldi per tutti quei vestiti??
Presidente di BananasRepublik // 2 Luglio 2009 a 23:45
si sono d’accordo Fra: parlo con molte donne che la pensano come me.
Ma ripeto, io sono tutto sommato possibilista.
Laffen non ne vuole neanche parlare.
sullerive // 2 Luglio 2009 a 23:49
io opero come allevatore già da una decina d’anni e me la cavo discretamente. mi piacerebbe estendere l’esperimento, però.
Fra Puccino // 2 Luglio 2009 a 23:54
Presidente, in casi come questi, ricordati sempre la soluzione che cambiar la mente degli ometti fa. Vuoi convincere il tuo partner di qualunque cosa, sia il colore della cucina o la generazione di prole?
Gonna corta e tacchi alti.
Nel caso di coppie conviventi, si suggerisce gonna ancora più corta.
Bakunin // 3 Luglio 2009 a 08:53
Molto interessante, ma c’è una cosa che non riesco a togliermi dalla mente: ma l’amica di Icke e sua madre, cosa ci facevano con enormi fette di prosciutto nel tegame?
stellasolitaria // 3 Luglio 2009 a 12:09
A me non piace la frase: i figli capitano… la trovo fredda e lontana dal mio modo di essere. Tutti sappiamo come arrivano e quindi dire i figli capitano non è nel mio DNA. I figli vanno cercati e desiderati da entrambi le parti, già la vita è difficile così.
Comunque volevo fare un insico sui miei genitori, anche prendendo spunto dalle parole di Fra (tenera la tua descrizione). I miei sono genitori meravigliosissimi, ma mentre con la mami ho un rapporto ultra mega confidenziale e mi ha sempre concesso tutto con il papi ho lottato da quando sono piccola e poi tanto ho avuto (non parlo solo di beni materiali). Forse grazie a lui sono così determinata.
Mi viene in mente la storia della mia bimba preferita, bimba della mia amica. Lui non ne voleva. lei a smesso di prendere la pillola di nascosto. Lui non la voleva. Il matrimonio è semi saltato. La famiglia di lei le diceva: non puoi perdere tuo marito. La MADRE di lui: curati della bimba che tanto hai desiderato, di uomini se ne trovano tanti. E lei è andata avanti per la sua strada e ora lei è splendida e lui è felice di avere questa perla nella sua vita. Ma nonostrate l’happy end non condivido i modi.
Sull’argomento sono categorica. Questo è il tassello mancante della mia vita. Se Lui vorrà il puzzle si completerà se no sarò Stella meno un pezzetto di puzzle.
Un abbraccio a tutti voi….
Presidente di BananasRepublik // 3 Luglio 2009 a 16:48
buon giorno cari naufraghi!
@ Stella:
con una congiura materna alla faccia di mio padre che non voleva altri figli…. ! Mia madre era pronta a tutto pur di avermi: ed eccomi qua.
ma lo sai che io sono nata proprio così??
Ma erano altri tempi, negli anni ‘70 figlio più figlio meno, non è che facesse gran differenza. E i matrimoni non saltavano per questo….anche perchè non essendoci il divortzio, non potevano saltare!
Mio padre prese la cosa con bonario senso dell’umorismo.
Oggi una cosa del genere è intollerabile. Sono altri tempi e altri principi.
@ Bakunin: me lo sono chiesta anch’io. Secondo me è solo una licenza poetica per sostenere il discorso di fondo….
@ Fra:
mmm gonna corta e tacchi alti…..ok. Poi però ingrasso come una balena, non tornerò mai più come un tempo…..e la strategia è bella che finita!
@ sullerive:
insomma avresti desiderio di un nuovo cucciolo…. Di questi tempi però, come accennava Frappy, trovare una femmina devota e pronta ad ospitare un altro neo-incarnato, non è cosa semplice….
sullerive // 3 Luglio 2009 a 17:21
eh no, devota no!
All’estero si riproducono con più facilità, mi pare. Come mai in Italia c’è questa “paura della maternità” da parte delle donne giovani?
Presidente di BananasRepublik // 3 Luglio 2009 a 17:40
@ sullerive:
beh da dove comincio? dagli esempi pratici, guarda cosa succede in scandinavia:
mia cognata, quasi coetanea, ha appena avuto una bimba in Norvegia. Non è sposata, è indipendente, ha attorno a sè una società che la aiuta a costruire un modello di maternità sereno e senza troppe rinunce.
Per 2 anni può decidere di non lavorare e prendersi cura totalmente della piccola, ovviamente pagata. Ti pare poco? Noi coi contrattini a progetto, credi che possiamo far figli così? Ci vogliono soldi, e tanti.
Poi avrà a disposizione cose come asili nido aziendali;
sa anche che la maternità non influenzerà le sue scelte lavorative, potrà fare carriera comunque e arrivare al top. Ha di fronte a lei l’esempio vincente della sua direttrice, che ha 45 anni, 2 figli, e una super carriera garantita.
Non solo: lì hanno stipendi molto alti, percui mia cognata può permettersi un centro benessere una volta alla settimana, una super palestra che la rimetterà in sesto dallo sfascio del parto, e tra cromoterapia, fanghi e massaggi, posso dirti che la vita si prende un pochettino meglio….!
Un cosa bella delle nordiche è che CONTINUANO A VIVERE dopo la maternità. Riescono a parlare di cose che non siano solo pappe e pannolini! Riescono a pensare ancora a se stesse!!!! Sono capaci addirittura di organizzarsi viaggi in Asia zaino in spalla con i cuccioli e il marito! Ne ho incontrato tante famigliole così, in giro per il mondo. Ho visto svedesi con bambini di 3 anni IN CAMBOGIA! Queste donne sono molto forti, indipendenti, continuano a vivere la loro vita pur con i bambini.
Io non ho un esempio del genere di fronte a me.
Io in Italia ho la paura fottuta che se faccio la mamma, “la mia vita è finita”, il mio lavoro è finito. Non avrò più tempo da dedicare a me stessa.
L’esempio che ho di fronte a me è di donne la cui vita non mi piace. Hanno rimnunciato a molto, se non a quasi tutto, in nome della maternità.
Ecco: io quelle rinunce non sono in grado di farle.
E non trovo una neo-mamma. non una soltanto, che mi sappia parlare di sè senza infilare nella conversazione i prodigi del proprio pargolo.
Sono mamme, nient’altro.
Io non voglio finire così. Esiste un modo percui la maternità sia parte della vita, ma non la MIA VITA?
sullerive // 3 Luglio 2009 a 17:50
Credo che tu abbia ragione.
Minchia quanto è difficile essere donna, però..
Presidente di BananasRepublik // 3 Luglio 2009 a 17:52
…si, può esserlo parecchio; bisogna sapere molto molto bene cosa si vuole e tenere certi punti fermi.
Se farò la mamma, mi darò un’organizzazione molto …scandinava. Se devo finire come certe mamme che conosco, mi sparo!!!
uela // 3 Luglio 2009 a 20:10
balibar tu dici : “Quindi l’unico modo di scoprire chi sono è chiedermi davanti ad un evento “mi piace/non mi piace”, “mi fa star bene/mi fa star male”, fisicamente ed emotivamente, in maniera molto arcaica.”
caspita, quanto mi piace parlar di queste cose, spero tu possa accettare un mio parere, perche` a me farebbe davvero piacere uno scambio di opinione con tutti voi.
ecco cosa ne penso e cosa ho imparato in anni di letture e video (e quanto ancora devo impare !!):
noi non siamo la nostra posizione sociale, non siamo il frutto di un’educazione ricevuta, e non siamo nemmeno cio` che pensiamo. Il famoso detto Cogito ergo sum, non e` piu` valido, dato che ormai si è scoperto che il cervello neanche pensa.
Ebbene no, il cervello non pensa, capta i pensieri come se fosse un’antenna ma non li crea.
Non siamo neanche quello che ci piace o meno, perche` questi sono desideri comandati dall’ego.
Non siamo singoli, diversi individui perche` anche queste sono distinzioni create dall’ego
.
Siamo ancora qualcosa di piu` potente, siamo una forma di sentire, una rappresentazione dell’assoluto, e come tale rapresentazione siamo in tutt’uno con tutte le leggi dell’universo.
Sapiamo che le stringhe per ora vengono classificate dagli scienziati come parte piu` piccola dei nostri atomi. Noi siamo fatti di tantissimi atomi e quindi di tantissime stringhe. Sapevate che le stesse stringhe che abbiamo nel cervello sono identiche a quelle che ci sono nell’universo? (nello spazio)
Siamo la divina forma differenziata dell’assoluto che si manifesta con diversi sentire. Questi sentire vengono piu` comunemente chiamati individui, ma anche questa e` una forma di differenzazione dell’ego. In realta` siamo tutti e tutto in strettissima connessione.
(opinione personale.)
@estrelia.
ahahahahahahahahah.
@rosigna : io odio le mode.
Sono sempre e spesso contro corrente. detesto le frasi tipo : quest’anno va di moda questo e quello…quest’anno si usa quest’altro…bleah !
Mi vesto come mi pare.
@Marcy : io invece sono proprio capitata. preservativo rotto, o pillola scaduta non saprei. evidentemente la mia voglia di vivere si e` fatta sentire sin dal lontano 1976.
(un anno prima che nascessi, in realta` sono del 1977)
Io non voglio figli perche` sono una delicatissima responsabilita`. Possono restare emotivamente, psicologicamente e fisicamente scioccati e portarsi le loro paure per tutta la vita. Basta un urlo, un momento di perdita della pazienza, una sculacciata e il bambino puo` portarsi piccoli o grandi traumi nel carattere, nell’attegiamento eccetera.
Ovviamente sempre in grande scala.
Per non parlare dell’educazione : non credo di essere in grado di sapere educare un figlio in modo corretto, ho gia` troppi problemi con me stessa.
e per non parlare del tempo che ti tolgono: che pizza !!! Io la vita me la voglio godere !!!!
@stella solitaria .
Bellissimo testo. Neanch’io condivido i modi di far finta di prendere anticoncezionali, pero` sono contenta che Marcy sia nata.
Dai su, Marcy, possiamo rivelare il segreto ai cittadini di Bananas????
balibar // 3 Luglio 2009 a 20:41
E’ bello come da te sia facile che il post cominci con una direzione precisa e poi inevitabilmente scivoli in off topic.
E’ bello pure che ci sia il tempo per i sorrisi (o delle vere sganasciate) e quello per le riflessioni.
Perciò mi prendo la responsabilità di eventuali punizioni (lavapiatti? pulizia spiaggia?) e proseguo nell’off.
Il discorso figli è difficile e non so neanche se è generalizzabile o dipendente dalle culture.
Io so soltanto che quando conosco una donna che veleggia intorno ai quarant’anni, single, senza figli e con cui s’instaura un minimo di confidenza amicale, spesso il desiderio che emerge non è quello della ricerca di un compagno, dell’amore, ma di un partner accettabile che permetta loro di essere mamme prima che l’orologio biologico dica stop.
Parimenti vedo uomini sposati o conviventi che, all’arrivo del primo figlio, rimangono disorientati dal comportamento di colei che hanno scelto come compagna ( e magari madre) e che ora vedono assurgere ad un unico ruolo, quello di mamma, appunto.
La loro presenza è subordinata a questa nuova coppia, madre-figlio.
E qui hai voglia a incomprensioni, rinfacci reciproci, ripicche e tutto il resto.
Qualche volta le coppie scoppiano anche per questo.
Voglio essere blasfemo fino in fondo: non saremo troppo figliocentrici? Vabbè, forse sono uomo e non capisco.
Ho avuto uno zio che ha vissuto 35 anni nell’africa nera e raccontava di rapporti ancora diversi.
Che anche questo non appartenga alla zona di comfort?
@Fra Puccino : ma niente, niente che tu dici Ringo quello della sputacchie…, pardon sputafuoco indemoniata?
@Uela : garzie degli stimoli. Ma tu parli di un livello superiore, assoluto. E qui sfondi una porta aperta. Io volevo sporcarmi ancora con la terra, che è comunque una mia dimensione.
Credo di aver già detto una volta che su queste questioni non sento il bisogno del conforto della scienza.
Fra Puccino // 3 Luglio 2009 a 21:05
@ balibar: sì, proprio lui! E tanto per andare ancora più off topic, ecco il video:
Maternità « Diemme // 3 Luglio 2009 a 21:16
[...] da un po’ di tempo Mrs President è diventata la mia Musa ispiratrice ed è da un suo commento, che qui trascrivo e che mi riporta indietro nel tempo alla mia personale esperienza, che nasce [...]
Diemme // 3 Luglio 2009 a 21:21
@Marcy: le tue considerazione sulla maternità mi hanno ispirato un post (non ho mancato di citarti come Musa
)
balibar // 3 Luglio 2009 a 21:24
@Fra Puccino: Grandioso! Pensavo non esistesse più. Figuriamoci il video.
Hai visto Mrs.President, c’era anche Pedro.
Bentornato a Miguel
Presidente di BananasRepublik // 3 Luglio 2009 a 23:39
@ Balibar
ciao!
“non saremo troppo figliocentrici? ” assolutamente si!!
Inoltre tendiamo a considerare la maternità come necessario completamento di una donna. Ma perchè? Perchè devo pensare che sono un individuo incompleto senza la maternità?
Perchè invece per gli uomini non è lo stesso? non si dirà mai ad un uomo che non si è compeltato fino in fondo, se non ha figli…..!
Mi rifiuto di modellare la mia identità personale in base alla maternità.
Presidente di BananasRepublik // 3 Luglio 2009 a 23:41
@ diemme
grazie, adesso passo da te…
balibar // 4 Luglio 2009 a 00:58
Essendo uomo non posso fare nessuna “autoriflessione” sull’identità femminile.
La mia parte femminile è abbastanza tranquilla su questo punto, ma non vale molto, eh.
E ancora, se sei uomo:
- sei single e non hai figli: tutto regolare
- sei sposato o convivente e non avete figli: qualcosa comincia a non quadrare
- hai pensato che nella tua vita non vuoi figli (almeno non tuoi) e lo palesi: ti seghi un mucchio di rapporti (giusto così d’altronde) e ti guardano strano.
La zona di comfort agisce a tutti i livelli e non è per niente facile liberarsene.
Io voto per la tua libertà di scegliere di essere quello che vuoi essere. Ed anche di cambiare opinione strada facendo.
Mrs.President for President, che lo dico a fa’, lo sei già.
Presidente di BananasRepublik // 4 Luglio 2009 a 04:41
si Balibar, è proprio così. La società ci dice quando sei regolare, quando lo sei meno, quando è tempo di definirti strano…! Ed è difficile mantenere le amicizie con chi ha fatto scelte diverse, e non ti vuole comprendere.
Diemme // 4 Luglio 2009 a 05:58
A parte che quella che voi chiamate “società” non è altro che un manipolo di repressi con la vista corta e un cervello da gallina che proietta sugli altri i propri schemini 3cmX3cm stupendosi di chi non ci rientra, andiamo oltre.
E’ difficile mantenere le amicizie con chi appartiene alla categoria di cui sopra, e vivaddio, ma è difficile pure mantenerlo con persone valide che hanno una vita diversa e incompatibile con la nostra.
Lì rimane l’affetto, la voglia di continuare a mantenere un filo, un contatto che magari un domani potrà riprendere quota.
Tornando ai figli, generalmente chi ne ha riesce a frequentare solo chi ce l’ha a sua volta, perché gli altri non sono in genere particolarmente disponibili a convivere con le limitazioni che la presenza di un bambino impone.
Fra Puccino // 4 Luglio 2009 a 11:26
@ President: ti dirò la verità, personalmente non mi sentirei completato fino in fondo, se non avessi figli.
Penso che sia un discorso che vale per gli uomini come per le donne.
L’unica differenza è che noi uomini abbiamo più tempo a disposizione
Giulio GMDB© // 4 Luglio 2009 a 19:42
Il discorso figli è una cosa molto personale. Noi li volevamo entrambi, abbiamo due figlie meravigliose che ci riempiono la vita e devo dire che io sentivo un forte bisogno di paternità… non ho avuto bisogno di venir convinto
Però, riguardo al discorso Italia vs. Estero, concordo con President che da noi lo Stato non aiuta assolutamente le coppie che vogliono avere figli. Noi abbiamo solo il papa che predica contro l’uso dei contraccettivi ma più in là non va, figuriamoci scucire qualche soldino per aiutare chi fa figli.
@Diemme: dipende che vita uno è abituato a fare. I figli possono limitarti tanto ma anche no. Se eri abituato ad andare sempre in discoteca, a fare tardi tutte le notti, feste a nastro, allora si, ti limitano. Altrimenti se non sei il tipo di genitore iperansioso, puoi condurre una vita normale: noi con la figlia di un anno siamo ad esempio andati alle Canarie senza alcun problema…
Diemme // 4 Luglio 2009 a 20:07
Eravate in due, non fa testo.
Io intendo parlare di chi si ritrova da solo. Quando io ho provato a lamentarmi mi è stato detto: “Pare che tu sia l’unica ad avere un figlio, come fanno gli altri?”. E allora ho guardato gli altri, nel mio palazzo c’erano altre tre famiglie con figli (e tanto per cominciare, ho detto famiglie).
1) Famiglia n. 1, lei casalinga, baby sitter e governante fissa.
2) Famiglia n. 2, madre con lavoro sotto casa part-time (alle due è a casa), governante fissa.
3) Famiglia n. 3, lei lavora tutto il giorno nello studio del padre, il bimbo glielo tiene la madre che abita alla porta accanto allo studio. I genitori di lui si danno un gran daffare, si incontrano spesso al parco col bambino. Lui collabora poco, LEI SCOPPIA E MOLLA.
Ora, vogliamo paragonare la mia situazione a una qualsiasi di queste tre? Senza contare la presenza di un padre che rema contro, e per remare contro mi riferisco a un range di azioni che vanno dal sobillare la bambina contro la madre e incitarla alla disobbedienza al fregarle la merendina dallo zaino pronto per il giorno dopo.
Passando per l’arbitraria presa in prestito della mia macchina da sotto l’ufficio, che credeva di riportare in tempo ma così non è stato, e io che dovevo andare a prendere la bambina al nido ci sono andata con l’autostop, vincendo ogni remora, pudore, paura.
Vogliamo continuare a parlarne? E non commentate il fatto delle chiavi, che a momenti gli ho tolto pure quelle della sua di casa!
uela // 4 Luglio 2009 a 22:01
i figli secondo me sono come le ferrari: possono essere bellissime, e forse tutti ne vorremo una di ferrari, ma poi siamo tutti in grado di guidarla ?
Stessa cosa coi figli: siamo tutti in grado di educarli, guidarli e crescerli? A volte vengono messi al mondo come giocattoli. Qui in UK fanno bambini sin dalla giovane eta` di 14-15 anni.
Vedi queste ragazzine giovanissime subito dire: voglio un bambino…..
ma se sei tu una bambinaaaaaaaaaaaaa!!!!!
@marcy: completare la femminilita` con un bambino non e` altro che uno stupido modo dell’ego di farsi avanti nella societa`.
Io personalmente non credo nel modo piu` assoluto che un figlio possa completarmi: ne gia` ho tantissimo di lavoro da fare con me stessa e con la mia analisi interiore, questo lavoro lo devo fare io non mio figlio.
Forse molto spesso in certi casi, non tutti per fortuna, i figli vengono messi al mondo per soddisfare certe lacune che abbiamo con noi stessi causate dal nostro ego. Imparare a diventare un tantino consapevoli delle nostre azioni prima non sarebbe una cattiva idea.
Presidente di BananasRepublik // 5 Luglio 2009 a 02:45
@ uela:
bambini = ferrari
bel paragone, ma credo che i bambini siano più costosi
Presidente di BananasRepublik // 5 Luglio 2009 a 02:48
@ diemme:
non commento le gesta del FUCO con cui hai procreato, perchè sono allibita.
“Governante fissa” = quella che lo stato dovrebbe pagarci. Perchè con la governante fissa, diciamo che un 30% delle grane si risolve.
E ti par poco……!
Sia ben chiaro che però NON sostituisce un compagno serio eh? Però aiuta a calmare i nervi…..!
Presidente di BananasRepublik // 5 Luglio 2009 a 02:50
@ TUTTI:
avete notato come in generale le star di Olivud siano assolutamente prontissime e predisposte alla maternità???
Allora ho ragione io, che uno stuolo di baby sitters, assistenti, cameriere, personal trainer e beauty consultant che ti rimettono in sesto, risolvono un bel po’ di problemi……… facciamo l’80%?
A queste signore rimane solo da programmare la lavorazione dei film in modo da lasciarsi libere 12 mesi circa. Si prendono un sanno sabbatico. Per tutto il resto, c’è mastercard!
Giulio GMDB© // 6 Luglio 2009 a 10:28
Dopo aver parlato tanto bene dell’estero circa l’aiuto per i figli, ieri sera ho dovuto in parte ricredermi: stavamo guardando degli alberghi in Scozia e sono rimasto stupito da quanti non accettino bambini di età inferiore agli otto anni o anche più… Ma sono deficienti? Sarebbe come dire che un bambino disturba a prescindere…
Presidente di BananasRepublik // 6 Luglio 2009 a 13:24
eh?? ma davvero??
non ne avevo idea! :-O
e dire che qui in Italia ci sono associazioni che si battono per diffondere la cultura del turismo e dell’ospitalità per chi viaggia con i cani….