Carissimi naufraghi,
una delle mie abitudini quotidiane consiste nel cappuccino + panzerotto alla crema sotto casa, mentre sfoglio il giornale locale (free press del circuito E-Polis, penso ci sarà anche a voi).
Di solito non lo leggo: lo sorvolo acchiappando brandelli di titoli, foto, didascalie, che si ricompongono nella mia testa in maniera superficiale, fino a formare “la notizia” - e questa quasi mai merita di essere approfondita per davvero.
Un paio di giorni fa, leggo-vedo-acchiappo quanto segue. Parafraso l’articolo che non ho letto per intero, ma poteva essere del tipo:
Sono iniziate anche nella nostra città le selezioni ufficiali per la prossima edizione del Grande Fratello. Non so quanti – ma parecchi – giovani 25enni neolaureati erano lì nel centro commerciale per tentarsi la ‘fortuna di una vita’, e rispondere al questionario (?) per la selezione.
Segue foto serissima di giovani laureati seduti nella hall del centro commerciale, con la matita in mano, concentrati ssimi con lo sguardo su un foglio. Ripeto, e non mi si fraintenda: foto serissima, questi poveri gggiovani sono lì a giocarsi il tutto per tutto, sognando una carriera, uno sbocco, una sistemazione.
Ho pensato: devono essere questi i concorsi pubblici moderni.
Ho pensato: che tristezza, laurearsi per fare questa fine.
Ho pensato: ****##@@ò!!! **+@***###!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Poi ho guardato nella pagina in alto, e ho visto che questo articolo era ospitato nella rubrica “CULTURA”.
Allora ho pensato: tutto coerente.
