Patè di patata patetica

Segnalati

Cari naufraghi psicolabili,

poiché ieri si parlava dell’essere o meno patetici in amore, il vostro Presidente ha deciso di raccontarvi di quella volta in cui in pochi minuti fui scambiata per un maschio, per una prostituta, per una stagionata zitella senza futuro.

Credevo che una cosa del genere non potesse mai capitarmi e invece: capitò.

All’inizio del 2005, gironzolavo per la Cambogia con un mio collega  dotati unicamente di passaporto, carta di credito, zaino tecnico, mappa e antibiotici ad ampio spettro. Niente resort, niente viaggio organizzato, niente guide turistiche. Ci spostavamo di villaggio in villaggio, all’avventura, conoscendo la gente del luogo.

Un giorno arrivammo in questo microvillaggio non distante da Battambang, tra banani e campi di riso,  e un tipo di  nome So-Pha che capiva l’inglese ci portò dall’anziana del villaggio.

Solo Buddha seppe mai il perché, ma attirai subito la curiosità della donna (lei parlava khmer e So-Pha traduceva). Sembrava più che altro una visita dal veterinario, almeno a giudicare dalla prima domanda: poi iniziarono le sofferenze.

“Sei maschio o femmina?” [ Questa la so!]

“Sono una femmina.” [ Sembravo convinta del fatto mio]

“Porti i capelli molto corti proprio come un maschio”

“Al mio paese, le donne possono portare i capelli molto corti.”

“E vesti anche come un maschio. Hai una camicia da maschio e i pantaloni da maschio. E quando siedi nella moto, siedi come un maschio.”

[In Asia le ragazze devono sedere con le gambe unite di lato, tipo anni ’60. Io montavo a cavalcioni dietro il mio collega, forte di decenni di emancipazione, pensiero liberale, diritto di voto e altre turpitudini assolutamente ininfluenti nel posto dove ero]

“ Sono proprio una femmina” [ E se non mi crede, mi odori pure sotto la coda]

“Che strana femmina…… il petto anche è da maschio” [ Ma non si metta problemi, dica pure da tacchino, signora. E vabbè, già normalmente ho misure da ballerina classica, e ormai dopo quasi un mese in Asia ero dimagrita 5 kg. in poco tempo: riso-pesce-frutta-riso-pesce-frutta-riso-pesce-frutta. Vedi se dimagrisci!].

“Dov’è il tuo paese?”

“In Italia….Europa…molto lontano da qui”

“Dopo il confine con la Thailandia?”

“Si si, molto lontano dal confine….molto, molto lontano”

“ Allora vieni da lontano. Dove sono tuo marito e i tuoi figli? Perché non sei a casa da loro?”

“Non ho marito”[ Avevo svoltato i 30 da single e la cosa mi deprimeva abbastanza … !]

“Perché non hai marito?”

“….”

[Cupido non viene dalle mie parti perchè il mio comune non è coperto dal servizio, e al Numero Verde non risponde nessuno. E ora chiamate il mio avvocato, sono pur sempre un cittadino europeo anche nella giungla. Ci sono diritti umani da rispettare: basta con queste domande, è una tortura. Voglio Pannella che si incatena per me al cancello della Farnesina.]

“ Non sei sposata, quindi non hai mai avuto uomini?”

[ Eh no, senta signora mia, non esageriamo perchè ho avuto più fidanzati io che lei polli nella sua capanna. La mia autostima era rientrata in casa, il mio ego scodinzolava all’amato padrone: tentai una risposta diplomatica.]

“ Ho avuto diversi uomini” [ Mi passò di fronte mentalmente l’Archivio Storico per annate: fascicoli di vario tipo,  un mega-mausoleo con statua di Vergine Addolorata di dubbio gusto neoclassico per le esequie dei SS. Grandi Amori Inabissati nelle pozzanghere dell’esistenza, foto sbiadite, un topo morto probabilmente di inedia, cadaveri non repertati e gettati via senza degna sepoltura (vedi foto), uno scontrino del supermercato, momenti felici scomparsi prematuramente, …e questa cos’è? la ricetta della crostata di zia Piattola, ecco dove l’avevo messa, le cose quando le cerchi mai che le trovi, ma poi sbucan fuori così….]

“Diversi uomini? Allora sei una prostituta?”

[ Imbarazzante. Molto imbarazzante. Mi stavo preparando al colpo mortale dell’essere bollata come zitella. Ma questa dannata vecchia era imprevedibile: ora rischiavo di passare per una di facile costumi!]

“ No, non sono una prostituta. Al mio paese, le donne possono avere uomini anche senza sposarsi. ”

“ Le prostitute in città fanno molti soldi. Tu vieni da uno strano paese, dove le donne hanno i capelli corti e vanno con gli uomini. Se le donne vanno sempre con gli uomini, allora le prostitute da voi non fanno molti soldi” [ Ne fanno ne fanno signora mia, a voglia! Guardi che “al mio paese” gli uomini sposati vanno anche con i trans…do you know trans? ma non vorrei scendere in disquisizioni accademiche troppo elaborate, è pur sempre una conversazione tra signore. Perché piuttosto non mi parla del raccolto del riso di quest’anno? E’ una buona annata per le banane? No, niente, ancora domande. Cazzotti in bocca e lampada sparata in faccia]”

“Quanti anni hai?”

“ Trenta ” [ Lo dissi come potevo. Il tono da donna emancipata e liberal ormai era andato a farsi due risate altrove per non assistere allo scempio che veniva fatto della mia autostima. Ora capivo cosa stava cercando di fare la vecchia! Voleva fissare il mio valore di mercato come donna nella cultura khmer! Quella donna rappresentava l’anima mundi venuta a condannarmi definitamente. C’era poco da scherzare].

“30 anni? Mi sembravi più giovane, invece sei piuttosto vecchia. Qui la moglie deve avere 20 anni e il marito 22/23 quando la sceglie.  Sei troppo vecchia per gli uomini del nostro villaggio. E’ meglio che torni nel tuo paese, non c’è marito qui per te, è molto difficile….”

“Grazie signora, la ringrazio sentitamente per tutto ….cari saluti, moooolti cari saluti a lei e alla sua famiglia, mi stia bene eh.”

Tirai via il mio collega per un braccio: era chiaro che  i contadini khmer non mi reputavano degna di ingravidarmi, affidarmi la prosecuzione della specie e la cura della capanna e dei maiali.

Per la cultura tradizionale asiatica non ero una buona moglie né una compagna attraente.

Se non mi sentivo patetica fino all’inverosimile, era solo perché era ora di pranzo, e per fortuna lo stomaco in certi momenti ruggisce più forte di un cuore piagnucolante. Ma poi, nel pomeriggio, il mio cuore ricominciò a latrare sconsolato come un cane nella notte, e se ne rimase così nel mio petto di tacchino per molte, molte lune….

Visioni dal mio Archivio Storico

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