Genitori civili e moderni, evidentemente

Tutta ‘sta storia di  Silvio che frequenta le minorenni…. non passa giorno che non ci diano altri dettagli.

Non voglio entrare nel merito politico della vicenda, perchè non se ne esce più. Davvero non voglio entrarci.

L’unica domanda che mi sono posta seriamente in tutta questa storia  è stata:

ma i genitori di questa ragazza qua?

Quando tutto questo accadeva, dov’ erano? Erano mica belli contenti che un settantenne si dedicasse inspiegabilmente alle grazie della figlia??

Genitori civili e moderni evidentemente.

I miei genitori vedete, non sarebbero stati di così ampie vedute. Direi che avrebbero reagito tipo Fantozzi quando scopre che Mariangela è incinta :D

Ecco vedete, a questa  ragazzina che è Noemi Letizia, per il suo bene avrei augurato un confronto padre/figlia come questo qui……. civile e moderno…. :D

27 thoughts on “Genitori civili e moderni, evidentemente

  1. io che sono sempre dubbioso ma poco incline a pensare male, non credo che la dolce noemi si sia venduta al papi. No…non fino a quel punto. Tutta la storia è comunque una gran porcata.

  2. Premetto che non ho molta simpatia per Berlusca , ma non per questo faccio sempre pollice verso. Ma sinceramente a me sembra che tutta questa storia sia già stata montata troppo. Perfino un quotidiano Inglese si è scusato per quello che aveva pubblicato ,di non vero, che appunto erano le illazioni su una presunta storia fra la minorenne ed il presidente del consiglio.Se poi si vuole credere a tutto quello che stampano i giornali perchè quella determinata persona non ci piace……….comunque non è giusto dare della puttana e magniaccia a persone che non si conoscono

  3. ma la questione non è proprio questa. Il fatto è che lui ha mentito dicendo che conosce la famiglia da anni e che suo padre era l’autista di craxi, smentito poi da Bobo.
    Clinton ha dovuto chiedere scusa alla nazione (e alla moglie) non per avere avuto una relazione con la Levinsky ma perché aveva negato che questa ci fosse stata.

  4. politicamente tutta la sceneggiata è degna di un paese come il nostro, l’unico dove politica e personalismi sono così legati da diventare tutt’uno.

    io torno al discorso dei genitori però….

    Non so cosa sia successo tra i due, ma sicuramente una 18enne in erba non dovrebbe incorrere i nsituazioni simili…. quella ragazza non dico che si è rovinata la vita, ma sicuramente è in una situazione assurda ben più grande di lei.

  5. michael jackson e i bambini…. ahia. Quella si che è stata tosta….
    ho sempre pensato che lui fosse colpevole, ma anche che certe famiglie ci avessero speculato sopra alla grande. Non assolverei nessuno in quella storia.

  6. Secondo me bisogna tenere conto che quanto la frequentazione con Papi sarebbe iniziata la ragazza non aveva 11 anni, ma 17. Insomma, non direi che fosse una bambina ed anche il ruolo dei genitori si è evoluto, una 16 oggi ha molte più libertà di quelle che aveva la mia ragazza del liceo, che a sua volta era molto più libera di sua mamma.

    Non penso che i genitori abbiano il dovere di controllare i figli, almeno dopo una certa età, ma penso abbiano la responsabilità di trasmettergli dei valori, per cui una 17enne può anche invaghirsi di un 70enne se è affascinante, bello, intrigante. Non lo dovrebbe fare se il 70enne vuole dire soldi, successo, vita lussuosa.
    E se lo fa è perché i suoi sono dis-valori

  7. Sintetizzo il ragionamento: se mia figlia gli piacesse Mick Jagger, vabbé, ma se gli piacesse Briatore, le farei un bel discorsino

  8. …ecco appunto Frappy…
    siccome non si è “innamorata” del suo vecchio prof di matematica, ma ha accettato quantomeno un invito a bordopiscina dal presidente del consiglio ….il discorsino era necessario forse….

    credo infatti che gliel’abbiano fatto, ma dicendo CHE FORTUNA, MA CI PENSI…TI SISTEMI PER IL RESTO DELLA TUA VITA…. e giù lacrime di commozione di mammà.
    Quello che mi spaventa è proprio questo: non insegnare ad una ragazzina che magari può farcela da sola nella vita, senza svendersi.

  9. Io invece, credo che le cose siano un tantino più complicate.
    Infatti, conoscendo il modo di vivere e pensare del luogo in questione, credo ci si trovi difronte a quella “degenerazione mentale” causata da un sistema ormai perfettamente consolidato, che è riuscito ad alterare tutti i sistemi di percezione dei rischi, del giusto/ingiusto, del bene/male per cui si acetta supinamente che nessuno paghi per averci immersi nella melma, nessuno venga almeno degradato per non aver fatto il proprio dovere. Dove si accetta con incredibile serenità che lo stato si trovi in posizione di sottomissione rispetto al sistema camorristico locale. In tutto questo scenario, è ovvio che la deformazione mentale non può essere parziale, ma abbraccia tutti gli emisferi, per cui ciò che da qualsiasi altra parte può apparire assurdo, impossibile, impensabile, qui diventa normalità.
    Pensate alla banalità del problema rifiuti. Non credete anche voi che in qualsiasi altro paese del mondo il cittadino si sarabbe come minimo ribellato contro l’incapacità amministrativa ed avrebbe preteso soluzioni serie e chiesto la testa dei colpevoli? Ma qui tutto è calma, tutto è beatitudine, anzi gratitudine nei confronti di chi ha risolto l’unico vero problema: quello di togliere i sacchetti dalle strade. Dove siano finiti? e chi se ne frega… tanto l’importante è non averli tra i piedi (perchè qui si è capaci di camminarci sopra senza accorgersene). Se questo è lo scenario, questà, purtroppo è la realtà, cosa c’è da meravigliarsi? Sarebbe, quindi, più giusto parlare di “circonvenzione di incapaci”. Nel senso che qui c’è qualcuno che approfittà dell’incapacità a ragionare da persone normali di un popolo intero. Purtroppo, per la degenerazione della democrazia, è proprio questo popolo irragionevole e privo di senno a rappresentare tutti. Non è forse anche questa una forma di dispotismo nei confronti di chi ha un pensiero diverso, più vicino alla normalità?
    Ai posteri l’ardua sentenza, con la speranza che almeno essi possano svegliarsi da questo torpore in cui siamo caduti a causa di un maleficio di stato.

  10. …architetto, quando ti sento descrivere così lucidamente certe realtà, mi rendo conto di quanto poco io in fondo conosca certe regioni e i loro problemi. La tua terra in particolare, quella che tu definisci Il Bronx d’Italia, la conosco filtrata dai media, è quindi un’idea parziale, a volte esagerata, a volte insufficiente. Forse non ci rendiamo conto a sufficienza di come quella degenerazione che descrivi sia arrivata ormai al midollo…Non credo comunque che il resto d’Italia sia meglio: quella degenerazione è forse più sapientemente occultata dietro un’immagine di perbenismo di facciata, di arroganza e ignoranza….
    Quando però penso che tu stesso sei il prodotto di quella terra, allora mi torna la speranza….;)

  11. Francesco scrive delle cose veramente tristi, e mi fa venire mente che al tempo dell’emergenza rifiuti la gente era quasi più indignata qui al nord che lì sul posto…

    Quanto però al fascino del potente, sono convinto che tante famiglie, anche in altre parti d’Italia, avrebbero accolto a porta spalancata un amichetto tanto importante.

    Mi immagino anche il commento con i vicini
    “Vara, el par una persona come noartri, tanto a modo, xe vero ghe xe un poca de diferenza de età, ma anca mi e su pare gavevimo diese ani de diferenza…”

  12. Caro Fra Puccino,
    ti faccio l’esempio più semplice ed emblematico della deformazione mentale locale.
    “Se parcheggi l’auto e malauguratamente dimentichi di chiudere le portiere, arriva un ladro e ti ruba l’auto. In qualsiasi parte d’Italia, qualcuno al massimo si risente della presenza di certi delinquenti nel proprio paese. Qui da noi invece, saresti costretto a subire talmente tante di quelle ramanzine (anche da parte delle stesse forze dell’ordine) per aver lasciato l’auto aperta, come se il vero reato fosse proprio questo mentre il fatto che qualcuno abbia pensato bene di rubarla fosse la cosa più ovvia che ti poteva capitare”.
    Potrei continuare all’infinito. Se qui non ci vivi, e soprattutto non cerchi di entrare nel sistema delle cose per capirle fino infondo, non potrai mai avere nemmeno la più pallida idea di come stanno realmente.
    Non so sei hai letto il libro di Saviano. Pensa che in quel libro non si parla affatto di politica e delle sue logiche perverse. Quindi sei appena a mezza verità.
    Per finire, non credo di parlare di cose tristi, è il semplice sapore amaro della realtà nuda e cruda.
    L’unico sentimento che provo quando parlo di queste cose è solamente rabbia sia per la consapevolezza che non potrà mai cambiare nulla sia per il fatto di essere nato proprio qui.

  13. Il fascino del potente c’è sempre stato, e del potente e ricco ci si innamora veramente. Aristotele Onassis era un cesso di uomo , ma è stato amato da donne non solo belle e giovani

  14. francesco:
    io dico grazie a dio siamo stati smistati, corrotti e brave persone….grazie a dio anche gente come te è nata lì, altrimenti quelle terre sarebbero anche peggio di quanto non siano. Capisco la frustazione e la rabbia però. Ma non è vero che non state facendo nulla, solo per i lfatto che esistete lì, trasformate invisibilmente un pezzettino di mondo, e non credere sia poco o sia invisibile.

    Frappy, la testimonianza in dialetto vale doppio, quindi ti porti avanti di 5 caselle :D

  15. Roberto Saviano non è nato a Bergamo.

    E’ da queste persone che il Sud e la Campania potrebbero rinascere.

    Finché non sarà troppo tardi.

  16. Carissima presidente,
    complimenti per il nuovo avatar.
    Solo a guardarlo ti fa sentire bene (Ma i 122 denti che si vedono sono veri?).
    Infondo la bellezza, secondo me, non è altro che un dono che Dio ha fatto al mondo a testimonianza di quanto Ci ama.
    Per il resto, credo di essermi lasciato influenzare dalla lettura di Bauman, che nella sua società liquida, lega le difficoltà della società moderna al fatto che l’uomo, essendo passato dal ruolo di produttore a quello di consumatore, si trova suo malgrado costretto ad adeguarsi alle attitudini del ‘gruppo’ per non sentirsi escluso. Quindi, in una società basata sul consumismo, si rientra nel gruppo nel momento in cui si ha potere d’acquisto, quindi ecco che ciò che più conta è il possedere e non l’essere. Date quindi tutte queste incertezze, è molto più semplice e pratico spostarsi nei luoghi in cui la società è già come la vorremmo (o si avvicina allo standard), piuttosto che lottare ed attendere che questa cambi (il che potrebbe anche non avvenire mai).

  17. ….e dove mai è la società come la vorremmo, o che almeno si avvicina? da nessuno parte, caro architetto. Ma sto scoprendo che la società è molto composita, e ci sono numerose sacche di resistenza, piccole oasi di pensiero libero nel deserto del materialismo e dell’ingiustizia…. e in queste oasi, è ancora possibile coltivare quel silenzio interiore, quell’ESSERE ben più importante del possedere…
    l’infelicità del materialismo, in un modo o nell’altro ci riporta verso casa o ci mostra che abbiamo smarrito la via. Il dolore prima o poi riporta l’uomo a casa…..

Non vediamo l'ora di sapere la tua opinione al riguardo.....

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s